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Mistero dei monti. Arte, cultura, fede e montagna. È il festival di Madonna di Campiglio

Marcello Palmieri lunedì 10 agosto 2015
E’ un festival che impreziosisce Madonna di Campiglio (Trento), lo firma l’Azienda per il turismo, e nell’edizione 2015 indaga il rapporto tra montagna e città. Ma, per farlo, “Mistero dei monti” non disdegna di accedere al mondo del sacro. Questo è successo nella mattinata di venerdì 7 agosto, con la visita guidata alla chiesa di Santa Maria antica (a cura di Paolo Bisti, storico locale). E soprattutto nel pomeriggio, quando la passione per la montagna dell’arcivescovo di Milano Carlo Maria è diventata lo spunto per presentare il nuovo libro “Martini e noi” (Autori vari, a cura di Marco Vergottini, Piemme, agosto 2015, pp. 364, euro 17.50, ebook euro 9.99): 111 suoi ritratti inediti, “dipinti” dalle parole di esponenti della Chiesa, della cultura e della società che hanno collaborato più o meno strettamente con il gesuita amico di Gerusalemme. .

Sul palco del salone Hofer, oltre al curatore, la filosofa Laura Boella (Università statale di Milano) e il gesuita Gianpaolo Salvini (già direttore de “La civiltà cattolica”). Dopo una sfilata di personalità (una per tutte Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale, già Ministro di grazia e giustizia), a riportare in scena il rapporto tra Dio e l’uomo sarà Paolo Portoghesi, architetto “umanista” autore delle Letture sulla custodia del creato: un’opera che nella bellezza di quanto ci circonda invita a riconoscere l’impronta del Creatore. . “Da sempre – spiega Roberta Bonazza, ideatrice e direttrice artistica del festival - la montagna è icona del sacro”. Basta pensare alla consegna della Tavole della legge, alla Visitazione, alle Beatitudini, alla Trasfigurazione, alla stessa Crocifissione...: nella tradizione biblica, sia vetero che novotestamentaria, molti tra i “momenti forti” si consumano su un’altura. Ma non solo. “La montagna – aggiunge Bonazza - rivela sempre qualcosa di impalpabile. Qualcosa che c’è, che tu senti, ma di cui non ti puoi appropriare”. E’ per questo che, fin dalle origini (“Era il 2001, quando il festival è nato come iniziativa locale per l’Anno internazionale della montagna”), “Mistero dei monti” non ha temuto di presentare alla sua platea (anche) il cristianesimo e il suo stretto legame con le terre alte. . Delle scorse edizioni sono in molti a ricordare l’intervento del cardinale Walter Kasper, tra i più stretti collaboratori di Benedetto XVI prima e Francesco ora, dedicata alla Vergine; oppure quello del medievalista Franco Cardini (“Sacro è ció a cui non sai dare un nome, ma di cui puoi fidarti”); oppure ancora quello del giornalista e scrittore Massimo Franco, dedicato all’attuale pontefice e alla sua visione del Concilio. .

Ma ospite della kermesse è stato pure un sacerdote esperto di comunicazione: l’attuale direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, don Ivan Maffeis, che nel 2013 ha declinato il Mistero dei monti sul tema dei “Pastori nelle Sacre scritture”. Al suo fianco, il biblista Gregorio Vivaldelli. Il sogno per il prossimo anno? “Portare qui a Campiglio una grandissima personalità della Chiesa, quella che molti ritengono la più vicina a Papa Francesco”. Bonazza ne fa il nome. E assicura: “Abbiamo già intavolato seri contatti”.