Agorà

L'iniziativa. Beethoven alla Scala e al carcere di San Vittore

Danielo Pozzoli venerdì 5 dicembre 2014
Beethoven a San Vittore, una prima della Scala con il "Fidelio", che parla di carceri, innocenza, ingiustizia e amore e lo fa in diretta tv davanti a detenuti e agenti nella Rotonda, la "piazza" interna al carcere in cui convergono tutti i raggi. Ancora una volta la direttrice Gloria Manzelli, gli assistenti sociali e l'associazione Quartieri Tranquilli, messa in piedi dalla giornalista Lina Sotis, hanno organizzato una "diretta" che, domenica 7, metterà in collegamento piazza Scala, con i suoi abiti, gli ori e i velluti, con questo altro pezzo di Milano, distante duemila metri in linea d'aria, ma lontanissimo in tutto. "San vittore è un quartiere di Milano", lo si diceva negli anni Ottanta, ma nella realtà il carcere è rimasto carcere, anche se qualche passo avanti è stato fatto, e intorno a piazza Filangieri la città continua a non occuparsi troppo della popolazione detenuta. Dall'interno c'è attesa per l'evento, anche perché arrivano i giornalisti, le telecamere, e si parla un po' di loro. Lina Sotis ha contribuito a diramare qualche invito, l'anno scorso, per la prima, con "Traviata", arrivò anche l'allora ministro Anna Maria Cancellieri.