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Sanremo. Il caso Meta-Moro: l'autoplagio è come non aver fatto niente?

Massimiliano Castellani, inviato a Sanremo mercoledì 7 febbraio 2018

Ermal Meta e Fabrizio Moro all'Ariston (Ansa)

«Fare tutti, copiare pochi», ammoniva il saggio Principe della risata Totò. Ma il copiare se stessi è cosa rara e costa cara – scusate la rima - a Sanremo. Qualora venisse squalificata la canzone Non mi avete fatto niente della strana coppia Meta-Moro si tratterebbe di un rarissimo caso di “autoplagio”.

Ritornello copiato «rielaborato», si difende l’autore della canzone, Andrea Febo. Grande tensione in casa Sanremo per quest’ombra che cala sui già tenebrosi Meta-Moro. Nell’edizione del 2014 l'ex Tiromancino Riccardo Sinigallia venne escluso per la sua Prima di andare via perché non era una canzone inedita ma era arrivata comunque sul palco dell’Ariston per tentare la scalata alla vittoria del Festival. Sogni infranti come quelli della povera Loredana Bertè. La “Regina” del rock venne fatta fuori dal Festival del 2008 con la sua orecchiabilissima e esaltante Musica e parole bollata, senza appello (Meta-Moro questa sera non canteranno, al loro posto Rubino) come plagio puro e certificato dell’anonima Ultimo segreto (brano del 1988, siamo all’anniversario anche in questo caso) cantata dall’altrettanto semisconosciuta Ornella Ventura. La Bertè reagì con una moderata disperazione e il premio di consolazione fu eseguire fuori concorso il brano condannato all’espulsione.

Due anni prima Simone Cristicchi la fece franca. La sua Che bella gente venne incriminata in quanto non inedita: la coautrice del pezzo di Cristicchi, Simona Cipollone, aveva già cantato e inciso il brano (diverso solo nel titolo, Embè) dieci anni prima. Cristicchi non solo se la cavò ma con Che bella gente vinse nella categoria nuove proposte e fu l’inizio di una carriera artistica culminata l’anno seguente (2007) nel successo sanremese tra i big con la delicatissima Ti regalerò una rosa.

Ironia della sorte, nella serata dei duetti Cristicchi dovrebbe – il condizionale è d’obbligo - esibirsi proprio con il duo Meta-Moro. I due al momento sono comprensibilmente sulla brace. Le voci e le classiche illazioni si rincorrono. I giustizialisti li vorrebbero fuori, anche per l’aggravante dell’autoplagio di Febo.

Per il direttore Claudio Baglioni «il concetto di plagio, secondo anche il parere del maestro Ennio Morricone è ormai abbastanza labile e superato». La logica e la tradizione inviterebbe ad essere benevoli nel caso di Non mi avete fatto niente. Così come fu la giuria sanremese con Chiara Civello che nel 2012 portò a Sanremo il brano Al posto del mondo. Pezzo che risultava regolarmente depositato alla Siae, in quanto presentato nel 2010 da Daniele Magro alle selezioni delle nuove proposte. Civello lo ricantò regolarmente. Il caso Civello è già l’asso nella manica della difesa di Meta-Moro. Che intanto però incassano questa sospensione temporanea. Una coppia in attesa di giudizio.

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*** aggiornamento dell'8 febbraio.

A seguito di valutazioni tecniche, la Rai ritiene che il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro, Non mi avete fatto niente, "non si debba escludere dalla gara". La canzone, infatti, contiene stralci di Silenzio in misura inferiore a un terzo. Il fatto che Silenzio sia un brano già stato fruito "non inficia la novità del brano in gara". I ritornelli delle due canzoni sono parzialmente sovrapponibili ma hanno durata, testi e melodie diverse. La somma degli stralci, inoltre, non supera il minuto e 3 secondi. "Pur presentando analogie per la frase testuale e musicale - si legge nella nota - non sono stessa canzone. 'Non mi avete fatto niente' è dunque nuova e resta in gara".