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Arte. Addio a Gianfranco Baruchello, maestro tra disegno e concettuale

Redazione Agorà sabato 14 gennaio 2023

"Ha esposto il suo lavoro in molte parti del mondo, ha proiettato i suoi film, ha pubblicato libri con editori in lingue diverse, ha corrisposto con la gente attraverso un teatro postale individuale, ha progettato e fabbricato oggetti e si è dedicato ad attività che si situano in qualche modo nell'arco che va dal lavoro politico alla coltivazione della barbabietola". Si descrive così alla voce "Autobiografia" nella sua Psicoenciclopedia Possibile Gianfranco Baruchello, scomparso ieri a Roma all'età di 98 anni. Baruchello è stato una delle figure più significative dell'arte italiana del secondo Novecento. Artista difficilmente definibile, noto in particolare per i raffinatissimi, minuscoli disegni espressione di un approccio concettuale e linguistico all'arte, era nato a Livorno il 24 agosto 1924.

Baruchello si era laureato in giurisprudenza con una tesi in Economia. La sua formazione artistica avviene a Parigi dove incontra Alberto Matta e soprattutto, Marcel Duchamp che influenzerà moltissimo la produzione di Baruchello e lo accompagnerà presentandone in alcune occasioni il lavoro. Nel 1964 a New York conoscerà John Cage, altra personalità centrale nel percorso di Baruchello.
Anche i suoi esordi sono già nel segno dell'internazionalità, con la partecipazione nel 1962 alla mostra "New Realists" alla Sidney Janis Gallery di New York, insieme a Enrico Baj, Tano Festa, Mimmo Rotella e Mario Schifano. Nel 1963 presenta una personale a La Tartaruga di Roma, dove espone una pittura frammentata, miniaturizzata, su grandi superfici bianche, fatta di segni, scritte, disegni, con frequenti rimandi ai simboli della società consumistica e televisiva che caratterizzeranno anche parte del suo lavoro a venire.
La dimensione spesso ridotta dei suoi lavori costringe l'osservatore a un ritmo lentissimo di decifrazione di frammenti di citazioni, alfabeti, macchine inutili, infiniti dettagli provenienti dal mondo delle idee e delle parole. Enrico Crispolti definì la sua arte "extra-mediale": pittura calligrafica, produzione di oggetti, testi letterari, teatrali, film, videotape, fotografia, persino operazioni agricole come vaste performance, in una continua tensione al rovesciamento delle convenzioni codificate e riproposte dai mezzi di comunicazione di massa. Attraverso la pratica del montaggio (e prima ancora dello smontaggio) Baruchello riconfigura così sistemi complessi, capaci di contenere in sé le contraddizioni del reale.
Una importante porzione della sua opera riguarda il mezzo audiovisivo (oltre ottanta i lavori realizzati), iniziata fin dal 1960, che colloca Baruchello tra i pionieri della videoarte. Tra queste si segnala Verifica incerta, realizzato tra il 1964 e il 1965 montando con nastro adesivo 150mila metri di pellicole americane degli anni '50 e '60, destinate al macero: una sorta di collage basato su elementi "laterali" (a partire da dettagli come porte, cassetti, letti) ma trasformati in perni di una struttura narrativa aperta, basata su reiterazioni, ribaltamenti, analogie, fratture. Non è un lavoro sull'immaginario cinematografico ma, come anche i suoi disegni, sul linguaggio, considerando l'immagine in movimento un testo di per sé e la tecnica del montaggio più che di matrice surrealista rimanda alla riflessione di stampo semiotico in corso in quegli anni ad esempio con Umberto Eco. La fusione di determinismo e casualità del risultato ricordano i procedimenti formulati da John Cage, che nel 1966 presentò Verifica incerta al Guggenheim di New York, mentre l'anno precedente Duchamp l'aveva introdotta a Parigi.

Negli ultimi 10 anni Baruchello è stato protagonista di importanti personali che ne hanno affermato l'importanza. Nel 2011 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma gli ha dedicato una antologica a cura di Achille Bonito Oliva. Nel 2018 ne sono state organizzate a Karlsruhe, in Germania e al Mart di Rovereto. Nel 1998, per volontà sua e della moglie, Carla Subrizi, docente di Arte contemporanea alla Sapienza di Roma, è nata la Fondazione Baruchello, in Via di Santa Cornelia a Roma, nel Parco di Veio.

L'ultima sua opera è la citata Psicoenciclopedia Possibile, pubblicata nel 2022 con Treccani, un iconotesto dove i vari lemmi attingono alla pratica dell'archivio, a cui Baruchello ha fatto ricorso per tutta la sua vita. Testi, appunti, scartafacci propri e altrui, immagini trovate vengono riorganizzati in un'opera sulla curiosità del conoscere che allo stesso tempo dichiara l'impossibilità di chiudere la conoscenza in un recinto concluso.