Agorà

La mostra . All'Ara Pacis riunione di famiglia dell'Imperatore Augusto

Luca Liverani giovedì 18 maggio 2017

Il ritratto di Gaio adulto

La famiglia dell'imperatore Augusto si riunisce all'Ara Pacis. Sei calchi in gesso provenienti dalla Fondazione Sorgente Group entrano a far parte del nuovo allestimento del museo. Il pubblico potrà così vedere i ritratti di diversi nipoti dell'imperatore, alcuni dei quali principi designati alla successione imperiale, ma morti giovanissimi. Realizzati sui marmi originali appartenenti alla Fondazione, i gessi vanno a completare la serie già esposta nel 2006, contribuendo così alla valorizzazione di un monumento che ora, con l'intervento di recupero al Mausoleo d'Augusto, costituirà un nuovo centro dell'archeologia romana.


La famiglia di Augusto, il primo grande imperatore di Roma, si può dire dunque ricongiunta. Marcello, figlio di Ottavia, l’amata sorella di Augusto, era stato adottato e designato come erede, per poi morire in giovane età. Il suo ritratto è considerato il migliore esemplare del volto del giovane principe che, dall'acconciatura alla posa, ha tutti i crismi del prescelto. Gaio Cesare e Lucio Cesare sono i figli che Giulia, unica figlia di Augusto, ebbe da Marco Agrippa: furono adottati dopo la morte di Marcello e designati alla successione, ma entrambi morirono prematuramente. I due ritratti di Gaio e Lucio, che rappresentano i personaggi da giovani, ci restituiscono un’impressione di grande freschezza. Di Gaio Cesare è esposto anche un secondo ritratto da adulto. Chiudono la serie Antonia Minore, la figlia di Marco Antonio e Ottavia, raffigurata come divinizzata con corona imperiale, e suo figlio Germanico, adottato da Tiberio per volere di Augusto. Nessuno di questi Principi è mai arrivato alla successione. Sorgente Group, che ha acquistato e riportato in Italia i ritratti della Gens Giulio Claudia, ha finanziato interamente il progetto, realizzando copie perfette per l'Ara Pacis. Il nuovo allestimento, promosso da Roma Capitale, è frutto di una collaborazione tra pubblico e privato grazie alla collaborazione tra la Fondazione, la Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali e l'Assessorato alla Crescita culturale


Ideale la collocazione: l'Ara Pacis, ha ricordato Eugenio La Rocca, uno dei massimi esperti dell'età augustea, è l'altare realizzato tra il 13 e il 9 d.C. in occasione proprio del ritorno di Augusto dalla spedizione pacificatrice in Spagna e nella Gallia. La Pace è celebrata con una lunga processione che accoglie festosamente il condottiero, cui partecipa la grande famiglia, offrendo un'immagine aulica di serenità, ben lontano dai crucci che assillavano l'imperatore. Il quale, come la costruzione del Mausoleo testimonia, pensava a fondare una dinastia, senza però avere successori diretti. Dai nipoti Marcello, Gaio e Lucio, scomparsi giovanissimi alle donne della famiglia, "Augusto usò i suoi famigliari - ha spiegato La Rocca - come pedine sulla scacchiera politica".


Il ritratto più importante è sicuramente quello di Marcello, figlio di Ottavia, sorella di Augusto, il cui originale, come ha ricordato il Presidente Fondazione Valter Mainetti, stava per essere acquistato da un museo tedesco e apparteneva a una collezione scozzese. Una volta volta tanto, dunque, alcune delle migliori "teste" del Paese tornano in Italia. Ed ha un valore simbolico, oltre che storico e culturale, il ritratto di Antonia Minore, come ha spiegato Mainetti: «La peculiarità di quello di Antonia, che è un po' più grande del vero, è che questo ritratto nel 1911 servì come modello per coniare negli Stati Uniti la moneta da 5 centesimi». Il Presidente della Fondazione, a proposito dei ritratti della Gens Giulio Claudia, si augura «di trovarne altri e di poter incrementare questa collezione»