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Il caso. Com'è possibile che Apple e Google ospitino una «app» da denuncia?

Gigio Rancilio giovedì 16 gennaio 2014
Alla fine Google e Apple l’hanno rimossa. Ma resta una domanda: com’è possibile che due colossi del genere avessero accettato di vendere sui loro negozi online un’applicazione per smartphone e tablet palesemente dannosa? Il “gioco” (al massacro) consentiva anche ai bambini dai nove anni in su di poter modificare l'aspetto fisico di una bambola ispirata a Barbie, sovrappeso, con la liposuzione.Non contenti della palese idiozia, i creatori di Plastic Surgery & Plastic Doctor & Plastic Hospital Office for Barbie avevo inserito nel gioco frasi al limite della denuncia, che istigavano le bambine a comportamenti dannosi. Cose del genere: "Questa ragazza sfortunata è così in sovrappeso che nessuna dieta può aiutarla. Nella nostra clinica può essere sottoposta alla liposuzione per renderla bella e magra. Dobbiamo fare dei tagli sulle aree con più problemi, la vuoi operare tu?".Ora, dopo le proteste degli utenti, la app è stata rimossa. Ma non potevano pensarci prima, visto che le due aziende impongono “rigorosi controlli” a chi vuol vendere app nei loro negozi? Forse la risposta si trova in un’altra notizia sull’Apple Store apparentemente scollegata. Apple ha patteggiato con la Federal Trade Commission, l'antitrust americana un rimborserà 32,5 milioni di dollari per risolvere la disputa con la quale è accusata di aver addebitato costi per milioni per le app destinate e scaricate da bambini senza il consenso dei genitori.