Agorà

CALCIO. All’Inter basta Eto'o per scacciare i fantasmi

Marco Birolini giovedì 30 settembre 2010
Rafa Benitez aveva ragione: Inter in crisi? Ma per favore. I nerazzurri stritolano il Werder Brema e spaventano l’Europa. Chi vorrà vincere la Coppa dovrà fare i conti con loro, i campioni in carica, che impiegano poco più di mezz’ora per annientare i tedeschi, trascinati da un Eto’o sempre più arma letale. In mancanza di Milito, il leone africano si carica addosso il peso dell’attacco: ai fianchi i talentini Biabany e Coutinho corrono e inventano, lui  prende la mira e non sbaglia quando c’è da aprire il fuoco sul bersaglio. Piazza due gol in cinque minuti, innesca il tris di Snejider e si concede la tripletta nel finale. Dopo una stagione vissuta da tornante di lusso, Eto’o manda a dire che il suo posto è là davanti a tutti, libero di segnare. E pazienza se l’Inter dietro traballa: con un centravanti così le difese altrui crollano, qualche brivido si può anche sopportare. I fantasmi dell’Olimpico si sono smaterializzati in fretta: Vucinic è un brutto ricordo che si scioglie nella dolce notte di Champions, ora si può ripensare al campionato con ritrovata serenità. La sfida con la Juve fa meno paura, semmai saranno i bianconeri a doversi preoccupare. Benitez dovrà però chiudere gli spifferi in difesa, anche perché Lucio, uscito in barella per un guaio al ginocchio, tiene in ansia il buon Rafa. Il brasiliano è un baluardo insostituibile: è merito suo se in avvio l’Inter la fa franca. Julio Cesar esce in modo avventuroso e Hugo Almeida lo scavalca con un pallonetto. Buon per lui che Lucio artiglia la palla prima che finisca in rete. Passa un minuto e il portiere si fa perdonare con una parata in tuffo sulla punizione del portoghese del Werder. L’Inter si scuote dopo sei minuti: Biabany fugge a cento all’ora sulla fascia e mette in mezzo per Coutinho, che di testa mette incredibilmente fuori. Spreca anche Snejider: ispirato dal genietto brasiliano, sbuca alle spalle della lentissima difesa tedesca ma poi spara su Wiese. Inizio elettrico, però il risultato non si schioda. L’Inter prende il comando delle operazioni, il Werder si rintana nel bunker. Ma appena possono i tedeschi mettono fuori la testa: dopo 20 minuti è ancora Almeida a infilarsi nelle crepe di una difesa sempre incerta, senza però riuscire a trovare il colpo vincente. Ce la fa Eto’o sul fronte opposto: il camerunese sfrutta un recupero di Cambiasso in pressing e punta dritto Wiese, fulminandolo con il destro. Il bis arriva al 27’: Eto’o si infila tra le statue della difesa nemica e mette dentro di nuovo. Due a zero, Werder sbriciolato. Il centravanti interista è un incubo: al 33’ si inventa un assist in verticale per Snejider che scatta e infierisce infilando il 3-0. Partita chiusa. Nella ripresa Julio Cesar non si ripresenta, frenato da un fastidio muscolare: al suo posto c’è Castellazzi. Il Werder abbozza una reazione, ma l’Inter non si distrae e cala il poker con il terzo gol di Eto’o in contropiede. Benitez può finalmente sorridere: Mourinho non c’è più, ma questa Inter non ha dimenticato come si vince.