Agorà

Il saggio. Alla scuola di Noemi, la vedova che custodisce la sapienza della vita

Luca Miele venerdì 13 novembre 2015
La mitezza che non si fa mai accidia. La compostezza che non decade mai a rassegnazione. La saldezza che non mi smarrisce mai nella aridità. O, come scrive Maria Tondo nel suo La straniera. Noemi e le sue nuore  (Edb, pagine 140, euro 13), «l’accettazione naturale e umana della vita» che dota Noemi, una delle tante dense figure che affollano quel caleidoscopio di storie che è la Bibbia, di una qualità rara: Noemi «abita l’amarezza con dolcezza ». Ma chi è questa donna, «suocera di Ruth e bisavola di Davide» che «in questi due nomi» – come ha scritto Paolo De Benedetti – raccoglie «il suo significato simbolico e la sua santità»? Come annota nell’introduzione al testo Paola Bignardi, la sua personalità «ha caratteri così originali da richiamare, secoli prima di Cristo, il paradosso della grandezza degli umili»: ella assomma tratti che la collocano «nel novero dei poveri di YHWH: è donna, è vedova, è straniera». Non solo: Noemi è una donna anziana, e il lei riluce, quella che l’autrice, chiama «l’avventura dell’anzianità », quel «pellegrinaggio interiore che trasforma e modifica». La sua vita è intramata dalla perdita e dal dolore. Noemi conosce il dolore della vedovanza, l’urto lacerante lancinante della perdita dei figli. Conosce il dolore dell’esilio  in una terra straniera. Ma le prove che ne incurvano la vita non intaccano la sua mitezza, né il desiderio di donarsi. Anzi alimentano una maturità nuova, consapevole. Quello, che intrattiene con la nuora Rut, è un rapporto di amore e di adozione. Di dedizione.Premiato dal dono di una nuova vita, quel sigillo che accomuna tante donne della Bibbia: è la nascita, «segno perfetto di una vittoria sull’imprigionamento in una esistenza mortale, nella finitezza di un destino» (Catherine Chalier). Rut sposa Boaz e Noemi diventa la nutrice di loro figlio, Obed, il futuro padre di Iesse, che sarà padre di Davide. «Le pagine che parlano di Noemi – annota Tondo – sono una biografia, una storia d’amore, una narrazione storica e un racconto religioso con diversi significati». «Noemi sperimenta Dio come il tutto della vita e riceve in dono la fecondità insperata di Rut». Come leggerne allora la storia? Quali qualità testimonia la sua vicenda, quali ? «La vicenda di Noemi è un testamento prezioso circa il modo di vivere e di condividere tra poveri l’esperienza di fede come esperienza d’amore, che non è staccata dalla vita né si riduce a fatti isolati. È un cammino in cui l’uomo impara a scoprire Dio in ogni stagione della vita». Ci approssimiamo al nucleo incandescente che costituisce la cifra segreta dell’intera storia di questa donna, il messaggio che consegna. È la speranza che resta il giacimento, la di ogni stagione della vita.Scrive Maria Tondo: «È possibile continuare a credere in ogni situazione. La speranza, stella del mattino e passione oltre l’età, è inseparabile dal sentimento della vita». La parabola di Noemi illumina, fascia con la sua luce la stagione crepuscolare della vita: «Le persone anziane chiedono uno sguardo attento al loro viaggio interiore, per uscire dalla prigione della debolezza. Chiedono attenzione al patrimonio della loro esperienza, che non è mai individuale, poiché fa tesoro di tutte le esperienze condivise».