Agorà

SCHERMI FUTURI. Al cinema la famiglia è presente ma inquieta

Alessandra De Luca sabato 24 agosto 2013
In tempi di disagi economici e sociali a farne le spese è anche la famiglia, che sul grande schermo spesso ci appare ferita, tradita, messa a dura prova, oggetto privilegiato persino di oscure persecuzioni raccontate nei molti film horror dei prossimi mesi. Quasi a dire che neppure la casa, rifugio dove coltivare i nostri affetti, è un luogo sicuro. Darren Aronofsky ci conduce indietro nel tempo con il biblico Noah e affida a Russell Crowe il ruolo del patriarca che salvò dal diluvio universale sull’arca  la propria numerosa famiglia e l’umanità tutta. Il passato dell’iraniano Farhadi, (autore dello straordinario Una separazione) dimostra come esperienze già vissute possano condizionare negativamente i membri di una famiglia, indurli a commettere gli stessi errori. Ma chi sa ascoltare e guardare in profondità nel cuore delle persone amate riuscirà a interrompere una pericolosa catena di malintesi che generano dolorose incomprensioni.   Berenice Bejo, migliore attrice a Cannes per questo film, sarà anche tra i protagonisti de Il paradiso degli orchi di Nicolas Bary che porta sullo schermo la bizzarra famiglia Malaussène, protagonista del celebre ciclo di romanzi di Daniel Pennac. Con molta ironia Valeria Bruni Tedeschi torna a dirigere sua madre in un film semiautobiografico, Un castello in Italia, mettendo ironicamente a nudo le nevrosi di casa sua, di amici, parenti e dell’aristocratico mondo al quale appartiene, mentre in Like Father Like Son del coreano Kore-eda, che molto è piaciuto a Steven Spielberg, presidente di giuria all’ultimo Festival di Cannes, una coppia scopre che a causa di uno scambio in culla ha allevato per sei anni il figlio di altri. Lo shock li spingerà a riflettere sul senso dei legami di sangue e su cosa voglia dire essere davvero essere genitori. E se in Giovane e bella di Ozon una diciassettenne borghese si prostituisce senza un vero motivo, costringendo la madre e il patrigno a interrogarsi sugli errori commessi con la ragazza, in The Family di Luc Besson, tratto dal romanzo Malavita di Tonino Benacquista, Robert De Niro è un vecchio boss mafioso che  ha cambiato vita e identità trasferendosi al sicuro in un altro luogo con la sua famiglia, ma stili e modi della vecchia esistenza di tanto in tanto comicamente riaffiorano. Nella commedia Come ti spaccio la famiglia di Rawson Marshall Thurber invece un narcotrafficante nei guai si procura una moglie e due figli finti reclutati tra i vicini di casa e il quartetto scoprirà inaspettati legami. In Le volcan del francese Alexandre Coffre due genitori divorziati da anni saranno costretti a viaggiare insieme per arrivare in tempo al matrimonio della figlia e la convivenza forzata li spingerà a riscoprire le ragioni che li avevano fatti innamorare l’uno dell’altra, mentre i due protagonisti di Prima di mezzanotte i Richard Linklater, sequel di Prima dell’alba e Prima del tramonto, fanno i conti durante una vacanza in Grecia con la loro vita di coppia e il mestiere di genitori: tra malintesi e litigi i due ritroveranno il senso profondo della loro unione. In August: Osage County di John Wells, poi, una crisi riporta insieme le donne della famiglia Weston nella casa dove sono cresciute, alle prese con la donna disfunzionale che le ha allevate. Ma la famiglia regnerà sovrana soprattutto nel cinema italiano che verrà, a partire da Anni felici di Daniele Luchetti che al Festival di Toronto propone una crisi coniugale osservata con gli occhi di un bambino e ambientata nella Roma dell’estate 1968. Un incidente getterà lo scompiglio nelle famiglie che intrecciano i propri destini ne Il capitale umano di Virzì  e Giovanni Veronesi osserva  trent’anni di vita di un uomo onesto e dei suoi parenti ne L’ultima ruota del carro. I difficili rapporti tra padri e figli sono indagati nella commedia di Carlo Verdone, Vicini per caso, e in quella di Paolo Genovese, Tutta colpa di Freud, e in Sole a catinelle diventa genitore anche Checco Zalone che faticherà non poco a mantenere una promessa fatta al suo bambino. Parenti serpenti, alla scoperta di quel che riserva la vita quando meno te lo aspetti, si riuniranno in Indovina chi viene a Natale, il nuovo film corale di Fausto Brizzi che riunisce Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Diego Abatantuono, Claudia Gerini e Raoul Bova, ma scherzano sulla vita coniugale anche Luca e Paolo in Un fidanzato per mia moglie di Davide Marengo, remake di un film argentino, e Fabio De Luigi con Luciana Littizzetto in Aspirante vedovo di Massimo Venier, rifacimento della celebre commedia Il vedovo diretta nel 1959 da Dino Risi con Sordi e la Valeri.<+copyright>