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Documentario. Al cinema (dal 13 ottobre) la bellezza dei volti della Via Francigena

Angela Calvini martedì 4 ottobre 2016
Mille chilometri a piedi in sei settimane, dal Gran San Bernardo a Roma, quaranta testimoni per raccontare la bellezza e l’intensità della Via Francigena attraverso sorrisi, parole, lacrime. Commuove per la profondità umana e affascina per la bellezza dei paesaggi il documentario I volti della Via Francigenacon cui esordisce alla regia Fabio Dipinto, filmaker torinese classe 1989, nelle sale italiane dal 13 ottobre distribuito da Cineama (l’elenco sul sito www.viafrancigenadocumentary.com). Un film, presentato con successo alla Festa di Avvenire a Terrasini lo scorso luglio, che attraversa le montagne valdostane, il verde delle risaie, e i colli toscani, dove ci imbattiamo nei racconti dei protagonisti che con il cammino hanno stretto un legame profondo: pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi. Un’umanità multiforme che rende vivo il percorso. 
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Tra le persone intervistate, lo scrittore Enrico Brizzi, lo storico Giovanni Caselli, il fondatore del Movimento Lento Alberto Conte, il rettore della Confraternita di San Giacomo di Compostela Paolo Caucci von Saucken. Oltre all’importante testimonianza dell’abate recentemente scomparso Joseph Roduit della millenaria abbazia di Saint-Maurice, che ha rilasciato a Fabio Dipinto la sua ultima intensa intervista.  Il documentario spiega cosa significhi intraprendere un cammino, prendersi cura di persone che dal giorno seguente non rivedrai più, fare del volontariato per permettere a viandanti sconosciuti di camminare sicuri attraverso itinerari trasversali, tra antichi tratturi, templi pagani, imponenti cattedrali e santuari cristiani, dolci panorami collinari e aspri passaggi montani, sulle delicate musiche originali del pianista Andrea Cavallo. Il regista Fabio Dipinto sul set Il documentario, patrocinato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene, è stato realizzato grazie al contributo dell’associazione stessa, del tour operator Sloways e tramite il crowdfunding che ha permesso di coprire i costi attraverso donazioni via web o l’acquisto del dvd. «Il film si presenta come un’opportunità per conoscere qualcosa che non è facilmente definibile – spiega ad Avvenire il regista Dipinto –. Per alcuni è un viaggio spirituale o un modo per ritrovarsi, per altri una sfida con se stessi o per riscoprire il gusto delle cose semplici». «Il film vuole essere una scintilla per chi aspira a intraprendere un cammino, esperienza che in qualche modo può cambiare la vita di ognuno – aggiunge il regista –. Avevo percorso il Cammino di Santiago nel 2012 con la mia metà, ma non conoscevo quasi nulla riguardo la Via Francigena. Quando si è presentata l’occasione sono partito aggregandomi per sei settimane a un gruppo di camminatori addetti all’aggiornamento della segnaletica lungo la Via Francigena. Un’esperienza, tanto dura quanto stimolante. Ho apprezzato enormemente la possibilità di conoscere e attraversare un’Italia autentica e a misura d’uomo». Ma anche quella di incontrare una umanità vera e ricca, fatta di volti di pellegrini e semplici viaggiatori, di persone alla ricerca di se stesse o di Dio, attraverso una serie di interviste dove l’uomo qualunque diviene il vero protagonista. «La mia speranza – conclude il regista – è che questo film possa smuovere gli indecisi, tutti coloro che hanno sempre desiderato fare un viaggio del genere ma non hanno mai trovato il coraggio».