Così l’impegno nell’istruzione può essere via di santità
martedì 7 maggio 2024
Dio ci chiede di costruire qualcosa di nostro, unico, personale: la sua chiamata è un invito a far fiorire la nostra anima nel modo in cui solo noi sappiamo fare. Per questo, forse, santa Rosa Venerini non ebbe vita facile quando si trattò di dare forma a ciò verso cui si sentiva chiamata e che si realizzò in un’opera destinata a rimanere nella storia. Nata a Viterbo nel 1656 in una famiglia benestante, Rosa da giovane aveva davanti a sé un futuro di successo, ma lei sentiva che le “opzioni” che le venivano prospettate (matrimonio o monastero) non si confacevano alla sua natura. Radunando alcune giovani nella sua casa per la preghiera del Rosario cominciò allora a capire che proprio l’istruzione delle ragazze sarebbe stata la sua missione, il suo modo di servire Dio. Assieme a due compagne nel 1685 diede vita a Viterbo a una scuola pubblica per le giovani. Con lei c’era un gruppo di donne che avviarono una comunità di “consacrate nel mondo”. La loro forma di vita non sempre fu compresa e a tratti fu ostacolata, ma l’opera delle “Maestre Pie” si diffuse ben presto oltre i confini di Viterbo. Rosa Venerini dovette affrontare anche una dolorosa divisione interna ma il suo lavoro ebbe la benedizione di Clemente XI, che volle capire di persona il metodo della Maestre Pie. La fondatrice morì nel 1728 ed
è santa dal 2006. Altri santi. San Giovanni di Beverley, vescovo (VIII sec.); sant’Antonio Pecierskij, eremita (983-1073). Letture. Romano. At 16,22-34; Sal 137; Gv 16,5-11. Ambrosiano. At 28,11-16; Sal 148; Gv 14,1-6. Bizantino. At 17,19-28a; Gv 12,19-36. t.me/santoavvenire © riproduzione riservata
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