Aggiornato il Fondo Pensioni Vaticano
martedì 7 maggio 2024
Con un “Motu Proprio” pubblicato il 19 aprile papa Francesco ha aggiornato alcuni articoli del Fondo Pensioni Vaticano. Le modifiche riguardano l’aspetto “previdenza” di una vasta revisione alla Legge sull’Ordinamento Giudiziario dello Stato della Città del Vaticano del 2020. Diversi articoli della legge giudiziaria sono integralmente sostituiti da nuove statuizioni. I cardinali giudici cessano ora dalla carica e dal servizio quando raggiungono gli 80 anni si età, mentre per i magistrati ordinari la cessazione dal servizio scatta al compimento dei 75 anni. E’ fatta salva la facoltà del Papa di disporre ad personam la permanenza nell’ufficio oltre il limite di età. I magistrati conseguono quindi un regolare trattamento di quiescenza composto dal tfr e dalla pensione maturata in Vaticano, indipendentemente da qualsiasi altra prestazione, di analoga natura e comunque denominata, maturata o percepita o all’estero.
Col pieno diritto dei magistrati alla pensione viene abrogata la facoltà della Curia Romana di liquidare, al posto dell’assegno mensile, un importo una tantum (art.35 del Fondo) nei casi in cui l’interessato sia stato colpito da una condanna definitiva per delitti “contro la religione cattolica, la moralità pubblica, il buon costume e il patrimonio ecclesiastico” incompatibile con qualsiasi apporto con la Santa Sede. E viene meno quindi anche il bizantino calcolo dell’una tantum che prendeva a riferimenti dati dell’Istat, che nella specie è un ente straniero per l’ordinamento giuridico vaticano. Anche i pensionamenti regolati dal Motu Proprio possono utilizzare le contribuzioni per attività svolte in precedenza in Italia e accreditate presso l’Inps, utilizzando il loro cumulo, detto “totalizzazione internazionale” secondo la Convenzione per la sicurezza sociale tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana. L'intesa prevede che coloro (laici, sacerdoti, religiosi) che lavorano presso la Santa Sede, la Città del Vaticano, gli enti centrali della Chiesa cattolica o gestiti direttamente dalla Santa Sede, possono utilizzare i contributi italiani per raggiungere la pensione purché non siano coincidenti. Parallelamente, gli assicurati in Italia (dipendenti, autonomi, collaboratori coordinati ecc. ed esclusi i liberi professionisti) possono raggiungere la pensione italiana con periodi di lavoro svolti in Vaticano. © riproduzione riservata
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