Acqua risorsa decisiva per il nostro Made in Italy
domenica 14 aprile 2024
L’
acqua è uno degli elementi fondamentali del Made in Italy di cui domani si celebra la prima “giornata” voluta dal governo per riaffermare forza e unicità del “marchio Italia”. Nulla di paradossale se si pensa che uno degli elementi portanti del Made in Italy è proprio la produzione agroalimentare e che questa può essere tale in virtù della disponibilità di risorse idriche. A ricordarlo è l’Associazione nazionale dei consorzi irrigui e di bonifica (Anbi) che mette in fila pochi numeri per far capire moltissimo. Le eccellenze agroalimentari italiane, spiega l’associazione, nascono prima di tutto in campo «e l’85% di questi prodotti, che fanno celebre il nostro Paese nel mondo, dipende dalla disponibilità d’acqua, gestita per l’81% in maniera collettiva dai consorzi di bonifica ed irrigazione a servizio di 3.300.000 ettari di campagne». Come dire, senza l’acqua una parte consistente della “buona Italia” non potrebbe esistere. Da qui, quindi, deriva tutta l’importanza economica della buona gestione dell’acqua che vede gli agricoltori in prima fila ma che nel Paese deve fare ancora molta strada. Acqua come risorsa, quindi. Risorsa non infinita. Che deve allora essere curata come una preziosità, un elemento della produzione agroalimentare fondamentale e irrinunciabile. Come un elemento di grande competitività. Fattore della produzione – per usare termini cari all’economia – sul quale investire molto e con attenzione. Cosa che, in effetti, dopo anni di quasi inerzia, si è iniziato a fare. Ancora Anbi infatti ricorda che, almeno per i cantieri del piano di sviluppo rurale nazionale, affidati alle realtà consorziali, una buona parte è stata avviata ed il 62% è nelle fasi conclusive. Mentre per quanto riguarda il Pnrr è in corso il 75% dei lavori ed il 27% ha già superato metà dell’opera. Investimenti il cui valore supera il miliardo di euro ma che hanno un effetto moltiplicatore importante. In termini di lavoro quanto si sta realizzando potrà significare circa 54mila occupati in più. Circa il valore agricolo, le opere in corso di realizzazione ne determineranno un aumento di oltre 96 milioni. Alcune proiezioni indicano anche la trasformazione di circa 20mila ettari da frumento a colture specializzate come frutteti e orticole. Tutto senza tenere conto di altri investimenti finalizzati a rendere efficiente la rete idraulica che esiste già e che ammontano a circa 4 miliardi di euro: un piano che, tuttavia, attende ancora di essere recepito. Made in Italy basato dunque per una sua buona parte non solo sull’agricoltura e sull’agroalimentare, ma anche e soprattutto sull’acqua. Una condizione che, forse, dovrebbe essere più chiara ai decisori pubblici e privati e, soprattutto, ricevere risposte più importanti in termini di sostegni finanziari e politici. © riproduzione riservata
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