mercoledì 10 aprile 2024
Anche se la gioia è uno degli elementi costitutivi del cristianesimo, nei Vangeli Gesù sembra non ridere mai. E tanti padri della Chiesa hanno condannato l'allegria. Cosa insegnano i santi.
undefined

undefined - undefined

COMMENTA E CONDIVIDI

Tra le definizioni che accompagnano il cristianesimo c’è quella di essere la religione della gioia. Non potrebbe essere altrimenti visto che ad attendere il credente in Gesù, secondo le promesse della Chiesa, è una vita eterna all’insegna della lode a Dio e della felicità eterna. Tuttavia, i cristiani non sempre sono di buon umore, spesso anzi appaiono quasi cupi, compresi i momenti in cui dovrebbero sprizzare felicità e riconoscenza, come quando tornano al banco dopo aver ricevuto la Comunione eucaristica. Il nuovo numero del podcast Taccuino celeste va alla radice di questi atteggiamenti, a partire dalle Scritture e dai Padri della Chiesa. Tra i quesiti affrontati il perché Gesù nei Vangeli non ride mai e l’atteggiamento dei santi nei confronti dell’allegria. Taccuino celeste è un podcast di Avvenire in cui il giornalista Riccardo Maccioni indaga e riflette sui temi della fede, su “cosa crede chi crede”. Negli ultimi numeri si è parlato di san Tommaso apostolo dalla fama ingiustamente negativa, delle origini e del significato di Via Crucis e Via Lucis, dei colori delle vesti liturgiche, di come si calcola la data di Pasqua e del motivo per cui i cristiani non la celebrano tutti nello stesso giorno.


Taccuino celeste può essere ascoltato sul sito di Avvenire e sulle principali piattaforme digitali come Spotify, Amazon music, Spreaker, Apple podcast e Google podcast. Per domande, suggerimenti e proposte di temi si può scrivere a social@avvenire.it


© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: