Letteratura, addio al grande autore olandese Cees Nooteboom

Aveva 92 anni. Da un paio di decenni era candidato al Premio Nobel della Letteratura
February 12, 2026
Lo scrittore e poeta olandese Cees Nooteboom, riconosciuto come una delle voci più importanti della letteratura dei Paesi Bassi, è morto all'età di 92 anni a Minorca, l'isola spagnola dove aveva trascorso l'ultimo decennio della sua vita. La conferma della scomparsa è stata data dal suo editore olandese De Bezig Bij. Autore di romanzi, poesie, saggi e libri di viaggio, Nooteboom è ritenuto «una delle voci più alte nel coro degli scrittori contemporanei» (The New York Times), paragonato dalla critica a Borges, Calvino e Nabokov. È stato insignito di numerosi premi letterari e tradotto in più di trenta paesi, oltre ad essere da un paio di decenni candidato al Premio Nobel della Letteratura.
Nato all'Aia il 31 luglio 1933 ed eterno viaggiatore, si è rivelato a soli ventidue anni con Philip e gli altri e ha raggiunto il successo internazionale con romanzi come Rituali e Il canto dell'essere e dell'apparire, tutti pubblicati in italiano da Iperborea. Tra le sue ultime opere pubblicate sempre Iperborea, Avevo mille vite e ne ho preso una sola, Tumbas, Cerchi infiniti, 533. Il libro dei giorni, Venezia. Il leone, la città e l'acqua, Saigoku. Il pellegrinaggio giapponese dei 33 templi, Verso Santiago e la raccolta poetica Addio.
L'opera di Nooteboom è caratterizzata da una grande unitarietà e coerenza. Per l'autore la poesia è concentrazione, meditazione esistenziale e filosofica, e in essa si trova conferma della grande unità della sua opera. Il «labirinto dell'io» occupa un posto centrale, un io unico e multiforme al tempo stesso, in costante mutamento e disintegrazione tra l'essere, il non essere e il sovrapporsi di linearità e circolarità nella percezione del tempo. Come giornalista, ha seguito come testimone tre momenti cruciali del secondo Novecento: l'invasione di Budapest nel 1956, la contestazione del Maggio francese nel 1968 e la caduta del muro di Berlino nel 1989. 

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