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Cronaca
La storia
Il cuore del poliziotto Leo batterà ancora
Vincenzo R. Spagnolo
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Leonardo Sabato amava le due ruote, quella sensazione di equilibrio e libertà che la bici o la moto sanno regalare. E amava il prossimo, la gente, i cittadini che aveva scelto di proteggere vestendo l'uniforme della Polizia, come agente del Reparto mobile di Roma. Leonardo non c'è più, è deceduto nei giorni scorsi dopo un lungo coma nel quale era precipitato in seguito a un incidente stradale, mentre si trovava in sella allo scooter sul raccordo anulare della capitale. Ma il suo cuore di atleta 33enne ora batte nel petto di un 44enne di Siena, il suo fegato ha ridato speranza a una bimba e le sue cornee aiuteranno altre persone. La decisione è stata presa dalla famiglia, che si è chiesta come avrebbe agito Leo se avesse potuto decidere e poi, attraverso sua sorella Donata, ha domandato al dirigente del fratello di scrivere al Centro nazionale trapiani, per fare presente la disponibilità alla donazione degli organi. Una scelta rispettosa dell'indole generosa e altruista di Leonardo, che era sempre pronto a correre in aiuto delle persone in difficoltà.

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Leonardo aveva la passione per le due ruote

La vicenda, raccontata su "Agente Lisa", account Facebook gestito dalla Polizia, ha innescato immediatamente un diluvio di commenti commossi e riconoscenti, con migliaia di "mi piace". Nei messaggi, «generosità» è la parola più ricorrente. «Grazie alla decisione della sua famiglia ¬- scrive un utente- , Leo sarà presente in questa vita terrena ancora per molto tempo in tutte quelle persone da lui salvate, l'ultimo gesto eroico da parte di un eroe di tutti i giorni». Ora dopo ora, le condivisioni del post diventano una marea. Maria Vittoria racconta: «Io sono sorella di un ragazzo di 20 anni che non c'e' più, a cui mia madre ha donato un rene, e comprendo benissimo il dolore dei familiari per la scomparsa di questo angelo, ma apprezzo il loro bellissimo gesto di far rinascere a nuova vita un'altra persona». Anche per Elisabetta, «si possono salvare tante vite con la donazione, la mia famiglia ne sa qualcosa», mentre Roberto condivide il post «in duplice veste, con commozione e con orgoglio, come padre di un ragazzo trapiantato e come poliziotto».

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L'arrivo dell'elicottero a Siena

La vicenda, per molti, è l'occasione di riflettere sull'importanza della donazione: «Bisognerebbe scriverlo sui documenti», scrive Andrea. E Romana aggiunge: «Penso che sia una buona cosa, quando sarà il momento i miei sapranno che fare. Non avranno il peso di una decisione». Fra i tanti c'è pure Massimo, toccato al punto da aver cambiato opinione: «Sono sempre stato contrario, ma forse il pensiero di un cuore che consente di far vivere una persona e batte ancora, e così altri organi», che rendono onore a un uomo e ai suoi familiari, «mi ha scosso a cambiar pensiero in proposito». E c'èpure chi, nella festa del papà, osserva: «Mi piace pensare che Leo sarà per sempre nel cuore di questi suoi nuovi figli. Per le persone trapiantate, lui sarà un secondo papà colui che ha donato loro la vita». Alla famiglia Sabato ha scritto anche Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti, con una frase che è la miglior sintesi dell'esistenza di Leonardo: «Il cuore di un poliziotto è grande anche oltre la propria vita».
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