mercoledì 22 agosto 2012
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​Un incendio è una disgrazia doppia: prima distrugge boschi e foreste, rendendo fragile un territorio che poi, senza più l’azione di drenaggio delle acque svolta dalla vegetazione, è a forte rischio di dissesto idrogeologico. «In questi anni – è l’allarme del presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano – abbiamo assistito a disastri di natura idrogeologica, che erano diretta conseguenza di incendi precedenti. E quest’anno avremo 300mila ettari in più di territorio bruciato a forte rischio».Come mettere in sicurezza un terreno incendiato per evitare che frani?Bisogna ripiantumare gli alberi e ripristinare le coltivazioni. Ma c’è un problema: chi lo deve fare.Insomma: il solito balletto delle responsabilità...Purtroppo, è così. In Italia, sulla tutela del territorio, non esiste una competenza diretta in capo a un unico ente. Che cosa si deve fare per ricostituire la filiera di competenza e responsabilità?È necessario tornare alle Autorità di bacino, le uniche in grado di occuparsi del territorio su tutti i fronti: dagli incendi alle alluvioni. A questi enti andrebbe messa in capo la “responsabilità” del governo del territorio e le iniziative di prevenzione del dissesto.A proposito: a che punto è la ricerca per evitare il ripetersi di tragedie?Di ricerca se ne fa sempre meno. Basti pensare che non esistono studi sulla correlazione tra incendi e frane. Forse, sarebbe il caso di farli. Senza aspettare nuove vittime.
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