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Cronaca
Migranti
Minori spariti, l’ombra del racket
Daniela Fassini
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Diecimila bambini migranti scomparsi in Europa. È l’Europol a lanciare l’allarme: molti minori non accompagnati, secondo l’agenzia di intellingence europea, sarebbero vittime di un’intera "infrastruttura criminale" nata per sfruttare i flussi degli arrivi nel Vecchio Continente di chi scappa dalla guerra e dalla fame.


Ma dietro a questi numeri, c’è anche il sospetto che possa nascondersi il terribile traffico di organi. «Sono tanti e forti i sospetti che i bambini che arrivano in Italia e che scompaiono siano vittime di un possibile traffico di organi» sostiene Foad Aoodi, presidente di Amsi, l’Associazione dei medici stranieri in Italia. «Siamo molto preoccupati – aggiunge il medico musulmano – perché in passato sono emersi gli stessi segnali in altri Paesi come Yemen, Siria, Libia e Iraq. E oggi abbiamo i racconti delle persone che arrivano in Italia, quelle che non hanno documenti e vengono da noi a curarsi. Noi come medici ascoltiamo le storie dei nostri pazienti. Storie di violenza, di donne che vengono violentate per i trafficanti di essere umani». «C’è un limite alla nostra dignità – conclude Foad Aoodi – non possiamo continuare a ricevere segnalazioni di richieste di aiuto e non fare nulla. Le istituzioni internazionali devono intervenire».


Sui terribili sospetti, però, monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, getta acqua sul fuoco. «La mancanza di corridoi umanitari ha creato un traffico d’esseri umani dove i minori sono i soggetti più vulnerabili – ha detto Perego – Da qui però dire che i minori sono tutti vittime di tratta è un allarme esagerato, questo non significa che non bisogna prestare attenzione nella tutela dei soggetti più deboli». Allo sbarco dei giovani migranti, secondo il prelato, bisognerebbe affidare loro un tutore che li accompagni lungo il viaggio verso altri percorsi. «L’80% dei minori non accompagnati – ha concluso mons. Perego – ha tra i 16 e i 17 anni. Le famiglie investono su di loro perché essendo minori hanno possibilità e tutele maggiori nell’ essere accolti da altri paesi». L’auspicio dei genitori è che possano così riuscire ad ottenere un permesso di soggiorno per lavoro e mantenere la famiglia che vive in condizione di povertà nel paese d’origine.


I dati Europol sui 10 mila minori migranti scomparsi, sono invece «fin troppo ottimistici» per Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. Sarebbero infatti 6mila (e non 5mila come indicato dall’agenzia europea) i giovani in Italia dei quali «si sarebbero perse le tracce a fronte di 12mila ingressi totali». Di questi 6mila, si ritiene che «circa 2mila» si siano spostati in Nord Europa: sono soprattutto giovani eritrei, somali e siriani. Per gli altri non ci sono notizie. È però risaputo, soprattutto in Italia e in Grecia, continua Iacomini, che «avventurandosi fuori dai centri di accoglienza rischiano di finire nelle mani di sfruttatori». Casi di caporalato, ad esempio o di sfruttamento sessuale.
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