Una vita all'altezza dei sogniMarcoVoleri
giovedì 26 maggio 2022
In questi giorni sto leggendo un libro che mi sta rapendo: La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola di Raphaëlle Giordano. Si parla, con una narrazione sulla vita della protagonista, di come si possa raggiungere la serenità che si perde nel corso degli anni a causa della frenesia del tempo. La riflessione arriva – con semplicità – sull'incapacità di godere delle cose belle che la vita ci offre ogni giorno. «Sogno che ognuno possa imparare a conoscere i propri talenti ed essere responsabile della propria felicità. Perché non c'è nulla di più importante che vivere una vita all'altezza dei nostri sogni di bambini».
Ve li ricordate i vostri sogni di bambini? Io ricordo l'energia con la quale pensavo che da grande avrei voluto fare l'astronauta. Era dirompente. Certo, non faccio l'astronauta. Ma amo quel che faccio e troppo spesso do per scontato la fortuna che ho ogni giorno. Gli amici, le persone che amo, la musica, la possibilità di scrivere per gli altri. «Fare quel che ami è la libertà, amare quel che fai è la felicità». È una frase del libro che appenderò da qualche parte in casa.
Le parole si animano in base a chi legge, alla sua sensibilità, allo stato d'animo, anche alla predisposizione del momento. A un certo punto il co-protagonista della storia riflette sul fatto che non bisogna paragonare ciò che non è paragonabile: «La scala della felicità e dell'infelicità non è uguale per tutti». Quante volte paragoniamo la nostra vita accanto a quella di altri senza saperne abbastanza?
Per la cronaca, non l'ho ancora finito. Mi piace gustare le pagine e metabolizzare i pensieri invece che buttarle giù tutte d'un colpo. I libri sono una grande invenzione. Senza spoilerare niente, credo che questo romanzo, come molti altri, possa rappresentare un piccolo strumento per l'anima. A volte basta fermarsi un attimo, respirare profondamente e sorridere per vedere il bello che c'è dentro e fuori di noi. «La nostra vita è all'altezza di quel che diamo».
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