mercoledì 3 gennaio 2018

Un’altra immagine suggestiva che caratterizza molti presepi meridionali è il caratteristico corteo dei musicisti orientali che accompagnano i Magi verso la grotta della Natività. La scelta di utilizzare questa tipologia di personaggi è collegabile al fenomeno dell’orientalismo, la tipica moda settecentesca generatasi sulla scia degli scambi commerciali intrapresi a seguito dello sviluppo della Compagnia delle Indie.
Questo interesse culturale si manifestò in tutte le forme artistiche in particolare nelle arti decorative. Il fascino dell’Oriente penetrò anche nella musica e in particolare nell’opera con la riproduzione di sonorità e armonie tipiche di quei luoghi così lontani e misteriosi. La banda dei musici orientali che caratterizza molte scene presepiali è costituita da dieci elementi più un capobanda e sembra indurre lo spettatore a lasciarsi trasportare verso paesaggi e atmosfere sonore di grande fascino. La rappresentazione dei loro volti e dei loro strumenti viene proposta in modo veritiero secondo la stessa modalità impiegata per i suonatori popolari. La diffusione di questo originale fenomeno culturale trova conferma anche nel repertorio dei canti della Chiarastella. In particolare alcuni riportano una serie di descrizioni delle diverse sonorità del corteo dei musici orientali al seguito dei Magi, mentre altri raccontano episodi di conversione alla fede cristiana come questo originale esempio diffuso a Borgetto (Palermo). Pubblicato da Giuseppe Salomone-Marino nel 1867, il canto descrive un singolare incontro tra un "turco" e un "poeta naturale". I due personaggi dialogano sul mistero della verginità di Maria. In particolare il "turco" ,"desideroso" di accogliere il mistero dell’Incarnazione, chiede al sapiente "poeta naturale", il cantastorie della tradizione popolare, di spiegargli come sia possibile questo mistero.
"...Nascivi veru Turcu naturali
e su vinutu di ’nta la Turchia
cu l’ogghiu santu m’appi a vattiari
tutta fu untata la pirsuna mia
Ora ca sugnu ’nta li cristiani
pri la virtù di Cristu e di Maria
si si’ veru pueta naturali
m’ha a diri com’è virgini Maria
Il cantastorie risolve il quesito attraverso la metafora dell’ombra riflessa in uno specchio. Infatti, se ci si mette davanti ad uno specchio, appare l’immagine riflessa, ma appena ci si sposta l’immagine scompare e lo specchio ritorna immacolato. Così come "...fu Cristu ’n ventri di Maria si ’ncarna nasci e virgini la lassa".

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