Un po' di «ceneri» in proprio, e facce toste sulle solite pagine
martedì 10 gennaio 2017
«Ceneri»: in proprio e altro. Quandoque dormitat: non solo «il buon Omero», e più di un sonnellino. Nel testo del 7 gennaio scorso – me lo segnala il lettore Nazareno Boncompagni che ringrazio di cuore – ho citato «la strage di San Valentino» (in realtà massacro mafioso a Chicago, 1929), e invece si trattava della «strage nella notte di San Bartolomeo» a Parigi e dintorni (1572) con lo sterminio degli Ugonotti, uccisi purtroppo in nome della fede, anche se già allora la fede autentica da 16 secoli diceva e dice esattamente il contrario. Proprio ieri rinnovata parola di Francesco: «Non si può mai uccidere in nome di Dio!» I veri «testimoni» della fede cristiana e cattolica non uccidono. Finite le ceneri? Macché! Stesso giorno, sempre qui, ho dato come da “Corsera” un saggio articolo di Stefano Folli, che invece era su “Repubblica”! E ora dalle ceneri ai denti del lupus. Da mesi in qualche pagina, ma soprattutto su “Libero”, giornale liberamente e aspramente antipapista, il ritornello è che Francesco starebbe “perdendo consensi” e ricevendo critiche all'esterno e all'interno della Chiesa, anche tra la gente comune. Eppure sempre il 7 gennaio, la p. 3 di “Repubblica” – giornale non esattamente “clericale” – riporta i risultati di un approfondita inchiesta: «Il Papa e le forze dell'Ordine in cima al consenso». Ma la sorpresa più grossa arriva domenica 8 proprio su ”Libero” (p. 1 e interna): leggi che «l'82% degli italiani si metterebbero nelle mani del pontefice» e a firma Renato Farina – uno di quelli che dicono di amare il Papa, ma non amano chi ama, rispetta e accoglie il magistero di questo Papa – l'annuncio stentoreo nel titolone: «Nessuna speranza nei politici. Gli italiani vogliono il Papa Re». Altro che ceneri... Bella capriola! Ma con che faccia?
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