giovedì 5 luglio 2018
Chi ha la responsabilità di far progredire gli studi, e ha alimentato gli animi di giovani di tutto il mondo nutriti alla linfa degli studi classici, non solo latini e greci, ma anche delle letterature delle altre lingue e popoli, dovrebbe impegnarsi nel profondo non a elevare inutili geremiadi sullo stato lamentabile della cultura umanistica, il diffuso disinteresse delle nuove generazioni, la disattenzione della politica a una seria formazione morale dei giovani; ma, partendo da queste come considerazioni di fatto da soppesare con metodica razionalità e ponendosi di fronte alla situazione d'una società sempre più sopraffatta da un protervo Leviatano tecno-plutocratico d'uomini smodatamente assetati di ricchezze e dominanti su tutto, dovrebbero impegnarsi, dicevamo, a studiare le vie e i mezzi per proporre azioni necessarie per uscire da questa mefitica palude nella quale sembra essersi impantanato ogni nobile slancio dell'occidente. È per questo, e solo per questo, che chi ci ha preceduto su questa strada, e sulle cui orme ci moviamo, ci han mostrato la necessità e l'urgenza di intraprenderla e di percorrerla; uomini superiori e straordinari, che spesso hanno effuso tutte le loro energie e le loro risorse materiali, spirituali e morali per tentare di non sottrarsi all'imperativo categorico che imponeva di agire: e questi maestri raccoglievano senza riserve e con grande sacrificio di sé e delle miserie quotidiane in cui s'invischia e s'irretisce il nostro anelito all'universale e a ciò che trascende la meschinità della nostra esistenza individuale l'insegnamento grande che da Cicerone era passato agli umanisti: l'insegnamento, cioè, secondo cui virtutis omnis laus in actione consistit, «tutta la lode della virtù consiste nell'azione» e tutto il resto è un crogiolarsi nel brago dell'autocommiserazione o in vane logomachie senza sbocchi, ben lontane da quel fecondo dialogo e da quella synousìa coi massimi problemi, che nutre e alimenta, con l'unione indissolubile di verba e res, di parole e “cose” (che sono anche “pensieri, argomenti”), l'animo all'azione, alla dedizione alla res publica. Speriamo di potere anche oggi seguire i loro esempi.
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