martedì 11 gennaio 2005
Impagabile Marco Pannella, in politica dalla preistoria. Ieri sull' "Unità", p. 6, l'annuncio: "I radicali con Pannella. Parte la caccia all'alleato, a destra e a sinistra". Il Marco si sente l'ombelico del mondo - pensando a certo mondo un po' lo è - e si dichiara disponibile in ogni senso: doppio. Serve per galleggiare come sempre, provvedendo solo a se stesso. Si dice non violento: più che un mite è ormai un mito. A proposito di miti: c'era una volta quello della "laicità" di qualche redazione. Ma perché ieri un'intervista al professor Andrea Morrone, costituzionalista, sul referendum alla Consulta, sempre "L'Unità" l'ha affidata al "vaticanista"? Laicità al rovescio, o guerra preventiva? Tornando a Pannella e ai suoi: non perdono occasione per dare botte al Vaticano. L'agenzia Apcom (7/1) lancia un'invettiva dell'eurodeputato radicale Maurizio Turco scandalizzato perché si parla dell'adesione della Santa Sede al trattato di Schengen sulla collaborazione informativa e di polizia: strilla indignato che "i Paesi europei non hanno bisogno delle scartoffie vaticane", e ironizza perché secondo lui il Papa non ha consegnato alla giustizia "l'imputato del processo Emanuela Orlandi". Davvero? E chi era, questo imputato? Certi Turco, già in Europa, fanno danni a volontà. A proposito: sabato e domenica catastrofe di agenzie e giornali: "Il Papa contro le sanzioni a Cuba"! Proprio così? Da "Avvenire", domenica: "Il Papa: risolvere il problema delle sanzioni a Cuba"! Il problema ha due facce: democrazia a Cuba e veto Usa. Molti vedono solo questo. Cuba? Già un paradiso di democrazia"
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