Tiziana, se il lavoro non «chiama»
domenica 18 marzo 2012
Èlei che tiene unita la famiglia, è lei che cerca aiuto, che bussa alle porte, che spedisce lettere ed email. Come quella che è arrivata a "La voce di chi non ha voce". Tiziana, giovane madre di 29 anni e un marito agli arresti domiciliari, chiede un lavoro per il suo uomo, che, come spiega il parroco, è finito incastrato per «troppa ingenuità»: si è fermato sulla soglia dell'illegalità, ma non abbastanza in tempo per evitare una lieve condanna. Ma lei, Tiziana, non si arrende: con una figlia 13enne e un piccolo di 11, appena operato di un tumore maligno al cervello, non può permettersi il lusso di commiserarsi. La parrocchia – siamo in un paesino a sud di Milano – porta alla famiglia un pacco viveri ogni due settimane, e intanto loro vanno avanti con la pensione del bambino, 480 euro al mese. «Non riusciamo a pagare le bollette, il mutuo della casa è indietro nel pagamento. Non riusciamo ad andare avanti, qualsiasi lavoro andrebbe bene anche per qualche ora al giorno. Purtroppo la nostra situazione si aggrava giorno dopo giorno». Lei lavora in una mensa, ma il contratto è "a chiamata" e purtroppo la "chiamata" arriva sempre più raramente. Tiziana in chiusura della sua lettera non rinuncia a scrivere «distinti saluti e grazie» e ci si immagina di vedere una mano tesa, dietro quel «grazie». "La Voce di chi non ha voce" non può certo trovare lavoro al marito di Tiziana, ma un aiuto per guardare alle prossime settimane con maggiore fiducia forse sì, grazie alla generosità dei lettori di Avvenire. Chi vuole, può versare anche un piccolo contributo sul ccp 15596208 intestato ad Avvenire, "La voce di chi non ha voce", P.zza Carbonari 3, Milano. Gli assegni devono essere intestati ad Avvenire, "La voce di chi non ha voce". Si può anche effettuare un bonifico a favore di Avvenire, "La voce di chi non ha voce", conto n. 12201 Banca Popolare di Milano, ag. 26, cod. IBAN IT65P0558401626000000012201.Per Roberta un piccolo miracolo(siciliano ma non solo...)Il 4 marzo su questo spazio avevamo pubblicato un appello per Roberta, una ragazza di 17 anni affetta di una forma gravissima di malformazione cardiaca che la obbliga a continui interventi chirurgici. La sua famiglia ha poche entrate e molte uscite e in questo momento ha bisogno di una "spinta" in più per affrontare il calvario della figlia. All'appello hanno risposto in tanti, consentendoci di accumulare un bel gruzzolo per Roberta. In particolare, lo stesso giorno di uscita della rubrica, il Centro di spiritualità mariana Piccola Nazareth di Palermo ha lanciato una raccolta di fondi tra le famiglie che stavano partecipando a un incontro di preghiera. «È stata una cosa spontanea – racconta don Alessandro Minutella – proprio quella domenica stavamo pregando per la "nostra" Roberta, una ragazza di 18 anni che aveva subìto un trapianto di midollo nei giorni precedenti. Due Roberte, la stessa età, due destini che si incrociavano: abbiamo deciso lì per lì che dovevamo fare qualcosa». Così la raccolta fondi è stata particolarmente generosa. Ora Roberta, costretta a casa, per lo più sola davanti al computer, ha amici anche in Sicilia.
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