giovedì 20 gennaio 2011
Diversivi: in genere sono stravaganti, ma ce ne sono sia intelligenti che stupidotti. Tale p. es. pare a Malpelo quello di Nicky Vendola ("Repubblica", 16/1, p. 11) che parla della vicenda Mirafiori e ad un certo punto se ne esce così: «La sacralità della vita si vorrebbe codificata nella dimensione del feto, ma resta sospesa quando si tratta del lavoro». Leggi e ti viene in mente il ritornello che da qualche tempo torna sul "Foglio": «Nicky, ma che stai a dì?» Infatti ti accorgi che il vero bersaglio " ovviamente nel caso, Chiesa ed etica cristiana della vita " è mancato del tutto. Un flop! Forse stupidotto. Ieri ("La Stampa", p. 41) capita anche all'architetto Massimiliano Fuksas, noto per il suo fare brusco " a Roma lo direbbero "fumantino" " con chiunque lo contraddica. Interrogato circa un misurato e provatissimo rimprovero del cardinale Ravasi a certa architettura moderna di chiese che di sacro pare non abbiano neppure un briciolo, con l'esempio di una sua "creazione" a Foligno si infuria subito, e dopo un tentativo quasi balbettante di autodifesa se la cava rifugiandosi in un argomento che vorrebbe buttarla sull'attualità scottante: «Devo dire che la Chiesa, a parte l'estetica, dovrebbe occuparsi anche di etica che in questo momento in Italia mi sembra molto bassa». Capìta l'allusione? Capìta! Il bello però è che in pagina lì accanto, e proprio per l'estetica vedi la foto della sua "creatura" di Foligno. La guardi e dai mille volte ragione alle perplessità del cardinale Ravasi, e persino " semel in vita! " a Vittorio Sgarbi, anche lui severo con essa. Dunque leggi e ti torna il ritornello del "Foglio": Massimilià, ma che stai a dì?
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