giovedì 20 gennaio 2005
Tra i 26 mila lavoratori che hanno già comunicato all'Inps l'intenzione di scegliere il bonus sullo stipendio, in cambio del rinvio della pensione, non è presente alcun sacerdote. L'assenza dei ministri di culto non deriva da scelte individuali ma è dovuta a situazioni oggettive. Si può posticipare, infatti, solo la pensione di anzianità, un trattamento del tutto sconosciuto al Fondo Clero. Inoltre il bonus deve essere aggiunto ad un compenso lavorativo, mentre i sacerdoti non hanno uno stipendio (la "remunerazione" ha altra natura). Non esiste nemmeno un "datore di lavoro" del ministro di culto. I sacerdoti, infine, non possono essere compresi fra i dipendenti del settore privato, ai quali il bonus è riservato, non essendo il ministero sacerdotale né un lavoro privato né una occupazione retribuita. Anche se si potessero superare in un colpo solo tutti questi motivi di esclusione, gli iscritti al Fondo clero potrebbero contare solo su un incentivo di livello non esaltante, di importo fisso, pari al contributo mensile dovuto al Fondo Clero, calcolabile per quest'anno in circa 115 euro. Nel programmare l'applicazione del bonus (msg. n. 41265 del 17.12.2004) l'Inps ha tuttavia inserito tra i possibili beneficiari anche gli iscritti al Fondo Clero. L'ambiguità di questa operazione ha generato non poche perplessità fra gli interessati, ma l'Istituto fornisce una coerente spiegazione. La "certificazione". Accanto al bonus la legge 243/2004 ha riconosciuto, a tutti i lavoratori che maturino la pensione entro il 31 dicembre 2007, il diritto di mettersi al riparo da eventuali peggioramenti delle regole pensionistiche. Ha introdotto una garanzia, la "certificazione del diritto a pensione", con la quale lo stesso Inps attesta che la pensione è stata raggiunta e il diritto resta acquisito per il futuro. La certificazione è valida sia per le pensioni di anzianità sia per le pensioni di vecchiaia. Pertanto è per queste ultime pensioni che sono interessati anche gli iscritti e gli ex iscritti al Fondo Clero. La dichiarazione, che verrà rilasciata dall'Inps ai sacerdoti che la richiederanno, riporta i contributi posseduti dall'interessato (in pratica un estratto conto) e l'attestazione di aver maturato (o non ancora) il diritto. La domanda per la certificazione si compila sul modello LC1, disponibile anche sul sito Internet dell'ente (www.inps.it) e può essere inviata anche per lettera, fax o e-mail alla sede territoriale dell'Istituto oppure richiesta al nuovo call center 803164. I lodevoli intenti dell'Inps si scontrano tuttavia con il fallimento dell'analoga "operazione estratto conto" avviata nel 2003, che avrebbe consentito di spedire il riassunto contributivo al domicilio di tutti i 20 mila sacerdoti iscritti al Fondo, così come già avvenuto per gli altri 14 milioni di assicurati dell'ente. A calendario, l'invio per il clero era stato programmato per il periodo aprile-giugno 2004, un obiettivo mancato.
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