Spunti. Guerre "culturali" perdute? Tra "politica" e "martiri" diversi
martedì 7 luglio 2020
«Il senso perduto delle guerre culturali»: ieri ("Foglio", p.1) così sulle contraddizioni in pagina e nella realtà sempre più bizzarra del previsto. Piccola collezione: sempre "Foglio" (30/6, p.1) titolo secco: «Detestarsi (sic!) come i santi Pietro e Paolo: lezione politica»! Tra serio e provocatorio, Maurizio Crippa rievoca le "difficoltà" storiche tra i due Apostoli con una battuta finale riferita al Maestro: «Egli non ci ha comandato di piacerci, ma di amarci. Mica male, no?». Leggi, sorridi e vai avanti.
Stesso giorno ("Riformista", p.6) titolone squillante: «Intervista a Luciano Canfora: Il Pd è di sinistra? Non lo sapevo. L'unico di sinistra che vedo è Bergoglio»! Parola di «filologo, storico, saggista e polemista»? Perlomeno ancora un po' confuso tra diversi e opposti. Ma in pagina arrivano anche i "martiri". "La Lettura" del "Corsera" (5/7, p.10): Michaela Valenti racconta Girolamo Savonarola. Bell'articolo sul frate «vittima di tre processi, due civili e uno ecclesiastico», da sempre ricordato anche per una battuta polemica sui suoi tempi: «Una volta li calici eran di legno, ma li prelati eran d'oro. Oggi li calici son d'oro, ma li prelati son di legno!». Senza assolutizzare: lezione per sempre, spesso oggi ricordata da esempi... autorevoli.
Paradossalmente un altro martire ieri lo troverei su "La Verità" (p.16): «C'è ancora un rogo per Giordano Bruno ma per motivi opposti a 400 anni fa»! Oggi «il libero pensatore verrebbe considerato omofobo e pure misogino»! Sicuri: quella che chiamano «la moderna Inquisizione» non potrebbe perdonargli posizioni che sarebbero state viste come meriti nei tribunali dei quali fu vittima. La storia cambia agli occhi e nelle mani degli uomini. Ogni giorno in pagina verità o menzogne, coraggio o pavidità. In fondo – detto qui tante volte – anche questa è libertà.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI