sabato 3 ottobre 2015
Ieri (“Mattino”, p. 7): «Bersani: la sinistra impari dal Papa». Per Antonio Manzi Pierluigi Bersani e Julián Carrón, successore di Don Giussani d'accordo sulla “Laudato si'” con citazione del primo, «comunista nato in parrocchia e studioso di storia del Cristianesimo»: «Era il Marx giovane, quello bravo!». Sorridi e ricordi che “il giovane” Marx nel 1835 superò l'esame di maturità scrivendo su «L'unione dei credenti con Cristo nel Vangelo di Giovanni 15, 1 - 14»! Un confronto molto interessante tra le religioni del passato e la tesi che l'“unione con Cristo” introduce nel mondo “una scintilla della divinità” grazie all'invito esteso a tutti: «Restate in me e io in voi»! Ancora su Cristo: «E dove sottolinea egli più chiaramente la necessità di unirsi a lui, se non nella bella parabola della vite e dei tralci, nella quale chiama sé la vite e noi i tralci? Il tralcio da sé non può produrre frutti (…) Così la storia dei popoli ci insegna la necessità dell'unione con Cristo» e «ciò che dà fondamento a tale unione, in maniera più evidente delle parole di Cristo: “Io sono la vera vite, mio padre è il vignaiuolo” (Joan., XV, 1) “Io sono la vite e voi i tralci” (Joan., XV, 5). Ecco il grande abisso che separa la virtù cristiana dalle altre e sopra ognuna di esse la eleva». Così il giovane Marx ricordato da Bersani! Il severo prof. Kupper ne approvò «l'esposizone elegante, robusta e ricca di pensiero». Era il 1835. C'è altro, e ben più maturo: nello scritto “gegen Kriege” (1846) il meno giovane Karl scrisse che le sorgenti della sua concezione erano due: «Il precetto cristiano dell'universale amore per l'uomo» e l'analisi delle condizioni del proletariato oppresso (Cfr. Karl Marx: “Sulla religione” (Ed. Sapere, Milano, 1971, p. 323). Note le tragedie del comunismo “reale”, ma certo era “bravo”, il giovane Marx!
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