Segno della misericordia tra malati e sofferenti
giovedì 8 marzo 2018
«Se considerassimo quanto è grande la misericordia di Dio, non cesseremmo mai di fare il bene». Scriveva così san Giovanni di Dio in una lettera inviata alla duchessa di Sessa, descrivendo così il cuore del suo stesso carisma: un'offerta continua dell'amore di Dio ai sofferenti e agli ultimi. Era nato a Lisbona nel 1495 e a 8 anni era fuggito di casa; in Spagna fece il pastore e il contadino, poi a 27 anni tentò la carriera militare. Aprì in seguito una libreria a Granada ma nel 1539 fu folgorato da una predica di Giovanni d'Avila: lasciò tutto e si mise a predicare per le strade. Venne scambiato per pazzo e rinchiuso: lì a contatto con i malati capì che la cura dei sofferenti era la sua vocazione. Nasceva così la grande avventura dei Fratelli Ospedalieri, conosciuti come Fatebenefratelli. Il fondatore morì nel 1550.
Altri santi. San Ponzio di Cartagine, diacono (III sec.); san Probino di Como, vescovo (IV-V sec.).
Letture. Ger 7,23-28; Sal 94; Lc 11,14-23.
Ambrosiano. Gen 25,5-6. 8-11; Sal 118,81-88; Pr 12,17-22; Mt 6,25-34.
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