martedì 23 dicembre 2008
La perfezione? Non è di questo mondo. E così l'altro ieri nel supplemento "Domenica" del "Sole 24Ore" una pecca evidentissima, veniale, e una pesantissima esibita con ridicola presunzione. La prima a p. 35, ove il pezzo di Maria Bettetini sul libro "Teresa, mon amour"" di Julia Kristeva è illustrato da una foto di Teresa di Lisieux, mentre la Teresa del libro è Teresa d'Avila! La pecca pesante (p. 31: "Un enigma non risolto") la firma Remo Cacitti, cattedratico già noto come "spalla" di Augias nel libro su Gesù pieno di pregiudizi e di falsi chiarissimi, come dimostrato più volte anche qui. Dunque, nel contesto di tre belle pagine su Gesù, aperte magistralmente da mons. Ravasi, Cacitti scrive allegro che «nei Vangeli canonici la resurrezione non viene descritta, ma evocata dall'assenza di Gesù nella tomba», per cui la divinità di Cristo è solo una «tendenziosa» successiva «elaborazione delle prime comunità cristiane, che trasforma un personaggio storico in una figura mitica». Dunque per Cacitti «nei Vangeli canonici» non c'è Gesù risorto, ma solo la tomba vuota. Ma così "l'esperto" cancella, sapendo bene di farlo, sia l'esperienza di Giovanni (20,7-8) del lenzuolo e delle bende svuotate, ma «nella stessa posizione» (eis éna tòpon), per cui egli «credette», sia soprattutto, sempre «Vangeli canonici», gli incontri successivi in cui più volte prima Maria di Magdala poi i discepoli «toccano con le mani, vedono con gli occhi» il "risorto", e addirittura «mangiano pesce arrostito» per loro da lui. Liberi, Cacitti & Co, di non crederci, non di scrivere che certi testi non ci sono. Un falso patentato!
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