Scuola: proibire o educare? Il dilemma dello smartphone
martedì 20 settembre 2022
Non l'avrà inventato, il neologismo, ma è il “Corriere della sera” (19/9) a farlo apparire in grande evidenza: de-smartphonizzazione, di ardua lettura. Nella pagina di Valentina Santarpia a «Personaggio» viene eletta Greta Ongaro, studentessa di 18 anni del liceo Malpighi di Bologna, scelta forse sia per i bei voti sia per il volto fotogenico. Al Malpighi i cellulari vanno consegnati all'entrata e restituiti all'uscita. Titolo: «Le 6 ore di Greta in aula senza cellulare. “In quella bolla mi concentro di più”». Ammette: «È quasi bello stare in quella bolla di sei ore», e quel «quasi» ha il sapore della prudenza e forse del rimpianto. «L'attenzione migliora, siamo tutti più concentrati, anche i professori». Infine: «Forse sarebbe stato meglio lavorare sull'autocontrollo, insegnarci a non usarlo. Vietarlo non è il massimo». In effetti, come scrive sulla “Repubblica” (19/9) Ilaria Venturi, gli «smartphone sono vietati in una classe su quattro» e «la scuola si divide» proprio sulle modalità del divieto. D'altronde è «l'ultima frontiera per arginare la dipendenza», in drastico aumento dopo la quarantena. La parola «dipendenza» mette i brividi ma proprio di questo si tratta anche per il preside del Malpighi (sempre lui), Marco Ferrari: «Non vinci la dipendenza da Smartphone con la buona volontà». Gli ribatte idealmente (sempre “Repubblica”, 19/9) Gianmarco Martelloni, preside dell'istituto Capirola di Leno (Brescia), mega-scuola con 2200 studenti: «Meno divieti si mettono, meglio è (...). Deve prevalere l'aspetto educativo». Contro-replica di Ferrari: «Ci siamo resi conto che è impossibile chiedere ai ragazzi un distacco dallo smartphone (...). Chi dice che bisogna insegnare loro a usare uno strumento è un illuso, anche se in buona fede». Il tema non è certo di ieri. Sulla “Repubblica” del 18/9 c'era un commento di Claudia De Lillo («La scuola chiede presenza»). Prima ancora fu Massimo Gramellini (“Corriere”, 14/9), titolo: «A me gli occhi» a elogiare, proprio per aver vietato lo smart, il liceo Malpighi ed Elena Ugolini, «che è una preside e la mia eroina». Allora: Ugolini non è preside ma rettrice delle scuole paritarie Malpighi, fondate nel 1883, presenti a Bologna e in provincia; Ferrari è preside del liceo scientifico. Se sbaglio, messaggiatemi. Ma fuori dell'orario scolastico.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: