«Sceneggiate» e altre manie: antipapismo e follie bivalenti
sabato 7 gennaio 2017
Sul "Corsera" (5/1) Stefano Folli sul "grillismo": «Tutto funzionale a una scenografia». Frase perfetta ieri pure per Renato Farina che da più di 30 anni scrive benissimo anche cose insostenibili.
Su "Libero" (p. 1) accusa diretta: «Epifania tradita. Sulla Siria il Vaticano nasconde la verità per coprire l'islam» . Che continua (a p. 10) così: «Pur di non attaccare i musulmani la Chiesa se la prende col clima». Lui rimprovera il Papa perché non identifica seccamente, con l'autorità di vescovo di Roma, terrorismo islamista ed essenza dell'islam. Per lui Francesco dovrebbe proclamare in faccia al mondo che l'islam come tale è terrore, violenza e morte, e quindi indicare ogni islamico come potenziale terrorista che potrebbe essere trattato come fratello solo se rinuncia alla sua fede. In sostanza una follia! Veri islamici sono solo i terroristi, e per placare Farina e "Libero" il Papa dovrebbe accusare un miliardo e mezzo di persone! E la «scenografia» è servita!
Stesso "Libero" (p. 20) due lettere contro «il silenzio della Chiesa» e contro «Il Pontefice e le donne», ma soprattutto p. 24 quasi intera. Tommaso Lorenzini racconta «Giovanni da Capestrano: il santo guerriero che ci salvò dall'invasione di Maometto II». «Pio XII (lo) definì "Apostolo d'Europa" per aver bloccato i Turchi a Belgrado a costo della stessa vita». Tutto funzionale al disegno unico: ridurre la sostanza dell'islam come tale e da sempre a violenza e terrore, evocando eventi nei quali violenza e terrore ci sono stati veramente. Ma attenzione! La sceneggiatura può avere altre versioni – come fanno gli "islamisti" del terrore – riducendo il Cristianesimo come tale ai massacri della Prima Crociata in Siria (11 dicembre 1098), o a quello di Gerusalemme (1099) che eliminò insieme musulmani ed ebrei, o alla "notte di San Valentino" e alle guerre di religione dopo la Riforma. Forse prima di scrivere bisogna pensare.
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