sabato 6 agosto 2022
Scalabrini Giovanni Battista. La Chiesa si prepara a dichiararlo santo: prete, vescovo, fondatore di istituzioni religiose femminili quando quella metà del cielo era piuttosto trascurata anche in ambienti di Chiesa. Nasce a Fino Mornasco (Como) l'8 luglio 1839, terzo di otto figli. Per intelligenza è sempre primo della classe, già trascinatore di coetanei che raduna per vere e proprie lezioni di catechismo e di vita. A 18 anni entra in Seminario, studia filosofia e teologia ed è prete il 30 maggio 1863. Vuol partire per le Missioni estere, ma il vescovo si oppone e lo fa professore in Seminario. Combatte un'epidemia di colera e merita una medaglia al valore nel 1869. Nel 1870 è parroco di San Bartolomeo e riorganizza il catechismo, fonda l'associazione per i malati anziani e accanto all'oratorio vuole anche l'asilo d'infanzia. Vede la miseria di contadini e operai e fonda una Società di ricerca di lavoro soprattutto per i giovani, trattando anche con gli industrial. Il suo nome si impone e il 30 gennaio 1876 è vescovo di Piacenza: a 36 anni! Subito nuove imprese: fonda due Istituti - per i sordomuti e per le mondine -, mette su Casse rurali per tutti. La sua vita da vescovo è impressionante: 60 Lettere pastorali, cinque visite alle 365 parrocchie della diocesi. Una novità? Celebra 3 sinodi diocesani, dopo tre secoli senza alcun incontro. Inventa anche “Il catechista cattolico”, primo giornale italiano per il catechismo. Sua a Piacenza l'organizzazione del 1º Congresso catechistico nazionale. Poteva bastare? No! In viaggio a Milano scopre l'emigrazione forzata e nel 1887 pubblica un opuscolo sulla “Emigrazione italiana in America”. Noi ricordiamo il film “Sacco e Vanzetti”, ma per lui non era un film, e accoglie i primi due membri di una Congregazione missionari di San Carlo per emigranti, che qualcuno comincia a chiamare “Scalabriniani”. Attivo nel mondo, mai dimentico dell'Italia, nel 1885 scrive con l'approvazione di Leone XIII un opuscolo sul tema di Porta Pia con titolo: “Intransigenti e transigenti”. Lo accusano di essere liberale e ostile al Papa stesso, ma dimostra che l'accusa è del tutto infondata. C'erano quindi “gli” Scalabriniani, ma nel 1895 uno dei suoi arrivò in Brasile tenendo in braccio un bimbo la cui mamma era morta durante la traversata, e lui fonda l'Istituto delle Missionarie di San Carlo. La sua vita è estremamente austera: preghiera non solo eucaristica e anche adorazione notturna: fino al 1905…Preparava la 6ª visita pastorale a tutte le parrocchie, ma ha un crollo di salute: si tenta un intervento chirurgico, non riuscito, e nella mattina del 1 giugno vive definitivamente il suo sogno più volte dichiarato: «Vivere, santificarsi e morire a Piacenza». La sua tomba è nel Duomo, venerata dai fedeli. Dal 1936 il processo diocesano in vista della beatificazione fino al febbraio 1940. Seguì il processo apostolico dopo una lunga serie di esami sugli scritti pubblicati, e l'11 marzo 1982 Giovanni Paolo II ratificò l'introduzione della causa e si arrivò alla promulgazione del decreto sul miracolo ed alla beatificazione il 9 novembre 1997. Per la canonizzazione siamo all'oggi: il 21 maggio 2022 papa Francesco accoglie dal cardinale Marcello Semeraro la comunicazione dei voti favorevoli della sezione ordinaria della Congregazione delle cause dei santi. Presto Scalabrini sarà santo. La sua festa liturgica è il 1 giugno. Giovanni Battista Scalabrini, Scalabriniani e Scalabriniane: presenza di Cristo tra uomini e donne, una bella avventura, con dati di preveggenza stupefacente per la loro attualità. Oggi i suoi e le sue sono in 34 paesi e operano tra gli emigranti in tutto il mondo: sempre quasi un prodigio.
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