Riusciremo mai noi italiani a fare i conti con la storia?
martedì 4 ottobre 2022
La storia, con la esse minuscola per proteggerla dal virus dell'enfasi, con il suo sguardo lungo e profondo riesce a volte a far breccia dove lo sguardo è necessariamente corto, spesso effimero, legato alla cronaca: i quotidiani. Accade così che sul "Corriere" (1/10) a Federico Rampini l'arzillo vegliardo Henry Kissinger – classe 1923 – ricordi il monito di Winston Churchill sui «tre requisiti fondamentali per fare politica estera: "Studiare la storia. Studiare la storia. Studiare la storia"». Studiarla significa farci i conti, e sono conti che potrebbero non avere mai fine.
Vedi per noi italiani il fascismo. Disfarcene senza farci i conti è un errore che fatalmente si ritorce contro di noi, è il monito dei più. Ernesto Galli della Loggia ne scrive sul "Corriere" (3/10, titolo: «I conti col fascismo. L'Italia e l'abiura mai fatta») con toni che faranno discutere: «Agli italiani, in realtà, quell'abiura nessuno l'ha mai chiesta». È chiamata in causa perfino la stesura della Costituzione di cui si ricorda vietasse la ricostituzione del disciolto Partito fascista ma consentisse, dopo cinque anni dalla sua promulgazione, l'eleggibilità dei «capi responsabili del regime». La domanda finale è una forte provocazione, che sembra non considerare la ricucitura nazionale operata in quel terribile Dopoguerra: «Forse perché anche i nostri padri costituenti (...) preferivano pure loro non ricordarsi di che cosa era stato il fascismo, erano segretamente condiscendenti verso la dittatura mussoliniana ed erano privi di una sufficiente coscienza etica?».
Studiare la storia: il monito di Churchill è anche l'invito dello storico, Salvatore Lupo, intervistato da Simonetta Fiori sulla "Repubblica" (1/10), che esordisce: «Il fascismo è l'argomento più studiato della nostra storia novecentesca, in Italia e nel mondo. Ma i risultati di queste ricerche restano fuori dagli spazi del dibattito pubblico». Forse – anzi, senza forse – anche noi italiani avremmo bisogno del coraggio, dell'intelligenza e della bravura degli autori tedeschi della fiction Babylon Berlin, giunta alla quarta stagione. Una serie stupenda, soldi (tanti) ben spesi, ben scritta e ben recitata. Berlino 1929: «Gli anni 20 davvero sono stati una danza sull'orlo del vulcano» dicono gli autori ("Stampa", 3/10). Un racconto possibile solo per chi abbia davvero fatto i conti con il proprio passato. Loro sì, noi no.
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