domenica 29 ottobre 2017
Per l'informazione religiosa online è stato un evento tra gli altri, né sovrastimato né sottostimato. Ma essendo io tra quei ragazzini che, negli anni Sessanta, incantati dalla incipiente «conquista dello spazio», credevano che da grandi avrebbero potuto scegliere, per le vacanze in famiglia, tra il Mar Egeo e il Mare della Tranquillità, il fatto che papa Francesco, come già papa Benedetto nel 2011, se ne sia andato in visita a una stazione spaziale, sebbene non di persona, non poteva lasciarmi indifferente.
Grazie alla Rete mi sono aggregato, e pur senza aver visto «cose che voi umani non potreste immaginarvi», ugualmente ne voglio segnalare qualcuna. Le immagini ( tinyurl.com/y8laohq5 ) "mentivano", parlando di una visita degli astronauti al Papa e non viceversa: basti dire che lo schermo televisivo in cui egli li vedeva posava su un tavolo perfettamente in stile con la scrivania pontificia. Le parole invece ( tinyurl.com/yc2o254u ), come già nel 2011, raccontavano la realtà: era infatti Francesco a fare domande agli astronauti, ed erano domande tutto sommato "laiche", dove cioè il tema "Dio" - impossibile da ignorare, se non altro per la millenaria convinzione che "il cielo" fosse la sua dimora - era però lasciato perlopiù implicito (Benedetto aveva fatto la stessa cosa: tinyurl.com/yagmtdg5 ).
E gli astronauti, più esplicitamente stavolta rispetto al 2011, Dio non l'hanno proprio ignorato. Ecco infatti il russo Misurkin dire, citando "Il Piccolo Principe", che l'amore che muove l'universo è quella forza che ti dà la capacità di dare la tua vita per qualcun altro. E l'italiano Nespoli sottolineare che dallo spazio c'è «la possibilità di vedere la Terra un po' con gli occhi di Dio». Mentre sei anni fa Vittori aveva confessato che quella stessa visione, così evocativa del Creatore, lo induceva a pregare: «Per me, per le nostre famiglie, per il nostro futuro». Come quando, da quaggiù, guardiamo il cielo.
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