martedì 8 aprile 2003
Meglio il bianco. In grande e in piccolo. Domenica, "Corsera", Alessandra Farkas intervista entusiasta Daniel Goldhagen su un vecchio libro, in arrivo da noi, che ripete l'accusa: Pio XII tacque sull'Olocausto. L'autore, umile come mammoletta, definisce il suo libro "la più vigorosa ed efficace sfida mai lanciata alla Chiesa per spingerla ad agire moralmente"" Capperi! Nessuno mai, in 2000 anni, ha "sfidato" in modo così "vigoroso ed efficace" la Chiesa per migliorarla! San Benedetto? San Francesco? Valdo? Savonarola? Lutero? Nessuno! Solo Daniel Goldhagen! E invece di rovesciare il tavolino e mandarlo al diavolo tra le risate, la Farkas registra, prona sul tappetino, chiamando di suo "enciclica" un discorso del Papa, dando per buoni numeri di sondaggi-balla, e facendo concludere l'intervista a Goldhagen con questo proclama: "Nel mio libro non c'è passione, né isterismo". Vero a metà: nessuna passione e niente di nuovo, solo l'isterica ripetizione di tutte le calunnie e menzogne di 40 anni su Pio XII e Chiesa cattolica. Il "Corsera" pubblica, ma prudente aggiunge un breve intervento della storica Emma Fattorini che squalifica autore e tesi del libro. Meglio il cestino! Era l'"in grande". "In piccolo", "Il Foglio", ieri. Buttafuoco ironizza su Cofferati: è come "le beghine che cominciano il rosario solo dopo l'uncinetto". Non fa ridere. Neppure M.D.C. sul "Manifesto", per cui la "Pacem in Terris" apparve nel 1963, durante "una pesante crisi tra Usa e Urss legata ai missili" a Cuba. Che però fu nel 1962! Sì. Meglio il bianco"
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