mercoledì 5 giugno 2013
La donna fece qualche passo, lenta, verso Gesù. Il velo sugli occhi. E lui fissando quell'essere privo di volto, chiuso in un dolore senza scampo disse: «Donna, non piangere». Andrea lo guardò. Aveva negli occhi la dolcezza della neve dell'Ermon. Luce nuda di dolore e di gioia. Lei rimase muta, come una che non capisce, col capo leggermente piegato da un lato, come se non riuscisse a sostenerlo. Aveva sentito? Tutti i presenti lo guardarono. Così si guarda un folle. Poteva lei smettere di piangere?Ma lui fece dei gesti calmi, come di uno che pieghi le coperte al risveglio, una mattina di festa. Fece abbassare la lettiga con il ragazzo morto. E aprì le bende che coprivano il viso. Si chinò a baciare lievemente la fronte del ragazzo. Poteva essere suo figlio. E dopo lo prese per mano e il ragazzo si sollevò sulla lettiga con il viso di un capretto ritornato dalle fessure delle rocce. Alcune donne caddero in ginocchio, gli anziani e gli uomini afferrarono le braccia dei discepoli. La madre allora alzò il velo dal viso e con occhi neri, tormentosi e felici si avventò sul figlio. Sembrò ritornare da qualcosa di peggio della morte. Poi tenendo stretto il suo ragazzo tra le braccia, alzò come una pantera la testa verso quell'uomo strano. Si dissero qualcosa che nessuno poté sentire.
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