Pensieri comuni senza confini: vertici di fede e anche di ragione
martedì 14 luglio 2020
Sinergie in pagina, che alla fine si unificano. Qui (1/7, p. 21: «Le nozze mistiche di eros e caritas») Rosita Copioli sugli slanci dei mistici che «non sembrano avere paura di nulla, né del pudore né di usare metafore e immagini ardite». Richiami a vari esempi, da Esiodo a Saffo e Platone, e poi da sant'Agostino a Dante… Il linguaggio dei mistici è ardito! Pensando alla vita della Chiesa tra tanti esempi mi torna in mente Teresa di Lisieux che racconta la sua Prima Comunione come «un bacio d'amore» in cui «Gesù e Teresa non solo si erano guardati, ma erano diventati una sola cosa». Un bacio d'amore! E nel suo Manoscritto B arriva la vetta di uno slancio abissale che identifica la creatura con quel Dio che è Amore: «...nel cuore della Chiesa IO (sic! ndr) sarò l'Amore e così sarò tutto»! Lei alla sorella Celina aveva scritto «saremo Dio noi stesse»! Mistica? Certo: tra mille esempi possibili.
Ma c'è un richiamo anche ad altro. Il giorno dopo (2/7, "Giornale", p. 24, «Spinoza aveva ragione a insegnarci la libertà») Eleonora Barbieri intervista Maxime Rovere, docente di teologia nell'Università Pontificia di Rio de Janeiro che le racconta vita, opera e mondo del grande Baruch Spinoza, pensatore dell'unità di Dio – "Sostanza" di tutto – nel cui "Amor intellectualis" totalmente obbediente consiste l'esercizio della vita umana degna della sua realtà piena.
E già sul tema ("Corsera" 23/6 pp. 36 e 37: «Gli illuministi in anticipo») Paolo Mieli raccontava a lungo la decisiva svolta culturale segnata proprio da Spinoza, e lo faceva riprendendo il volume dello stesso Rovere, il cui protagonista è quel gigante della filosofia, e quindi della ragione, visto anche come anticipatore dell'Illuminismo. Fede e ragione? Una dualità che cammina con strumenti diversi, ma che spesso può arrivare alle stesse luci... Con buona pace di tutti!
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