Ossimori e «Jene» per ossa e sparate
venerdì 18 gennaio 2008
Clima pesante, Lupus leggero su certe assurdità in prima pagina: tra ridicolo e serio. Cominciamo dal ridicolo. Esibito sul "Riformista"(16/1, p. 1) il pensiero allegro: "Caro direttore, il Papa e la Sapienza. Più che le barricate basti l'ossimoro"! Fa ridere? Sì, per l'ignoranza di chi pare sicuro che tra un Papa e il sapere c'è contraddizione, e quindi l'accostamento è un "ossimoro". Parole come"ossa di scheletri ignoranti! A parte ogni discorso lungo 2000 anni quel nome, "Sapienza", è dovuto a un Papa, 705 anni fa. Cose più serie? Ieri colpisce che il giornale della classe industriale moderna, "La Stampa", sulla pesante realtà istituzionale presente affidi l'editoriale, una specie di "lectio magistralis" che dà la linea - "Gli applausi affrettati della casta" - a Riccardo Barenghi, noto come "jena" mai pentito o dissociato ex del "Manifesto", noto giornale da sempre vicinissimo alla Fiat e agli industriali-padroni. Bella evoluzione: il 16 marzo e il 9 maggio prossimi attendiamo due fondi a firma Renato Curcio e Mario Moretti? Notata poi la delicatezza con cui, stessa prima pagina, ieri si dà notizia dell'Angelus di solidarietà con il Papa proposto dal cardinale vicario di Roma: "Ruini chiama all'adunata". "Adunata"? Certo! Era il termine delle piazze del ventennio. Come cambiano i tempi in certe pagine. Una volta firmavano Carlo Casalegno e Arrigo Levi, oggi "jene" assortite. Normale o "ossimoro" lampante? Stessa pagina però titolo giusto sulla vicenda Mastella: "Le sparate di Sandra: 'Colpiti perché cattolici'". Non esageriamo! Giusto o no, forse c'è altro, oltre la fede"
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