Opinioni in assoluta libertà tra falsità ed evidente incuria
martedì 3 gennaio 2017
Libertà necessaria: quanti mali in tuo nome, pur distinguendo tra falsità e incuria indebita! Venerdì 30 dicembre 2016 su "Rai storia.it" la rubrica "Accadde oggi" ricorda il professor Augusto Del Noce, morto appunto quel giorno (nel 1989), definendolo «filosofo ateo». Incredibile errore! Ho conosciuto e incontrato parecchie volte Del Noce, quando eravamo insieme docenti all'Università del Laterano – anni 70 – e dai suoi colloqui risultava certamente "credente", anche se mi pareva più vicino al Dio dei filosofi piuttosto che a quello rivelato e donato in Gesù Cristo. Non solo! Dovrebbe essere noto che nel 1964 da Rusconi uscì un suo denso volume, Il problema dell'ateismo, in senso del tutto opposto alla facile definizione suddetta: salva dunque la libertà, ma l'opinione è falsa. Quanto all'incuria, mi permetto di segnalare che sul "Corsera" ieri ne risultava un evidente esempio: per il Capodanno del Papa a pagina 9 «Il Papa all'Angelus: "Al sangue del terrorismo risposta non violenta"». Brevi, ma chiare 27 righe di Luigi Accattoli sul discorso di Francesco a mezzogiorno per il terrorismo, con accanto spazio quadruplo per una foto con incomprensibile sfera grigia. Nel tutto neppure una parola sulla precedente omelia di Francesco alla Messa, significativa esaltazione della maternità di Maria e in Lei e con Lei di tutte le madri, di tutte le donne che amano la vita e danno la radice a ogni uomo che viene al mondo: dono, amore, compagnia, cammino, gioia, festa e speranza... Con un pendant che fa pensare, però. Stesso "Corsera", a pagina 17, «La regina sta meglio. Ma salta la messa di Capodanno»: quasi 60 righe e una grande foto per Elisabetta e un «pessimo raffreddore» che la tiene «prigioniera a Sandringham, la tenuta dei Windsor nel Norfolk». Ribadito: è libertà, ma al confronto segue un pensiero di inadeguatezza. Incurante.
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