Oltre il dolore, l'aspirazione al bene che ci restituisce la pace
sabato 21 gennaio 2017

Èimpressionante la debolezza dell'umanità nei confronti delle forze della natura. La neve, il terremoto, il fuoco in pochi minuti si impadroniscono della nostra vita. Ciò che più ci colpisce è infine la velocità con la quale le vittime verranno dimenticate per restare come ombre sullo sfondo del comune dolore. L'animo umano è così? Si infiamma, si spegne. Passa da una disperazione che giura sarà eterna, ad uno stato di silenzio del dolore fino a credere sia necessario compagno dei nostri giorni. Anche quando si ha bisogno di ascoltare il proprio dolore, di non perderlo, il tempo ti sembra nemico perché asciuga le lacrime e ti ruba i ricordi.
La neve scende sui paesi già distrutti e non promette futuro, ma sarà sufficiente un anno di pace e di sole perché i giovani cerchino nuove strade poiché la forza della vita non ha fine. Quale impeto rinasce nell'animo umano che, ingoiate come un antico drago, dolori, guerre, odio e distruzione tutto dimentica per reinventare i giorni e le notti, il pianto e l'amore. È questa facilità con la quale superiamo il dolore, dimentichiamo l'assenza di chi è vissuto vicino a noi che impressiona.
Ricordo in tempo di guerra quando con l'animo ancora molto giovane un giorno descrissi in un compito di italiano in classe la marcia difficile dei nostri soldati nella neve di Russia. La mia fantasia mi aveva suggerito una bianca pianura attraversata da una fila di uomini. Alcuni proseguivano verso un orizzonte senza colore, mentre i compagni cadevano da una parte all'altra della strada senza un lamento. L'insegnante cancellò con una riga rossa la mia pagina dicendo che il mio pensiero era «fuori tema». La nostra guerra allora doveva essere considerata coraggiosa e giusta. Ora sappiamo che mai è soluzione dei problemi che l'hanno scatenata, ma siamo pronti a mettere in gioco vite umane, effetti positivi del nostro lavoro, ricchezza di pensiero assieme alla fatica della ricerca di una intera generazione.
Dalle nostre case ancora in piedi, dalle nostre famiglie ancora unite, come possiamo essere positivi verso il progredire del mondo? Perché è straordinario e apparentemente privo di realtà questo cammino, imposto dallo scorrere del tempo verso una vita che conquista per se stessa una scala di valori e di conoscenze verso l'eternità. È l'eternità della perfezione che il nostro essere ricerca per il quale lavora, soffre, ama. È l'aspirazione al bene che sa cancellare il dolore, che corregge gli errori, che ci restituisce la pace.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: