domenica 21 settembre 2014
   Nei giorni scorsi, è sembrato che il pensiero di Vito Mancuso fosse concentrato sul sesso: da quello dell’anima a quello per il quale la Chiesa tenta invano di proporre la propria morale, che però – scrive il teologo – «semplicemente non funziona» perché «è astratta, scolastica, libresca» e «conforme alle decisioni magistrali del passato» e alla «natura come legge» (la Repubblica, giovedì 18). E siccome «oltre al logos la natura conosce anche il caos, essa non è la longa manus di Dio». A parte il fatto che nessuno conosce la lunghezza della mano di Dio, che però arriva dove vuole, la condanna della natura è soltanto una sua debole opinione. Dunque, se non si obbedisce alla «morale ecclesiastica», la colpa sarebbe di quest’ultima. Sennonché, subito dopo essersi così spiegato, Mancuso si contraddice deplorando i metodi naturali in quanto «nociva mortificazione dell’istinto naturale». Insomma, seguire non le leggi, ma gli istinti di natura. A parte quel leggero profumo di animalità che gli istinti emanano, sembra più che logico seguire, invece, la razionalità del fisico e dello spirito che anima la deprecata «morale ecclesiastica». Tanto più che anche la ragione è tra le “cose invisibili” che Dio ha creato (vedi il Credo). A proposito del sesso, Mancuso (martedì 16) aveva anche tentato di adoperare ai suoi fini polemici l’immagine femminile dell’anima che papa Francesco aveva presentato lunedì nell’omelia della Messa a Santa Marta: «La nostra piccola anima non si perderà mai se continua a essere anche una donna». Per sostenere l’istituzione di un diaconato femminile il teologo ha ripreso l’idea dell’“Eterno Femminile” che Goethe usò a conclusione del suo Faust. Peccato che in tedesco – das Ewig Weibliche – non sia femminile, ma neutro. Non si sa se per risposta o a prescindere dai temi di Mancuso, anche Marcello Veneziani, su Il Giornale (venerdì 19) scrive del sesso come della «bestia nera della Chiesa». Un diavoletto, però, non so di che sesso, gli ha fatto scrivere la solita diffusa sciocchezza: «La Chiesa non ammette sesso fuori dalla procreazione».
 
CUPIO DISSOLVIAborto, pillole dei giorni dopo, anticoncezionali meccanici, eutanasia, suicidio assistito, diritto di morire, cliniche della “buona morte”, video sull’eutanasia attiva, testamenti di vita, sentenze creative a favore dell’uccisione dei malati, associazioni pro-death, proposte di legge per favorire tutto ciò. Questa è l’aria di cupio dissolvi che certa sinistra respira tutti i giorni. Il manifesto (martedì 16) ha fatto l’elenco di tutti i tentativi di ottenere dal Parlamento una legge «che attivi la soluzione politica, l’eutanasia legale in Italia»: raccolte di firme, proposta di legge, pressioni sui Presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato, giornate di mobilitazione nazionale. Sicuri che «67mila firme» sotto la proposta (un millesimo degli Italiani) costituiscano il «potere democratico dei cittadini»?
 
CERVELLI NON CERVELLIC’è in Inghilterra, alla Oxford University, un «Istituto per il futuro dell’Umanità» dove lavorano «i massimi esperti mondiali di Artificial Intelligence», i quali assicurano – così scrive Il Fatto Quotidiano, lunedì 15 – la relativa prossimità nel tempo di automi dotati di un cervello analogo a quello dell’uomo. I quali ancora non esistono ma già minacciano che, «se saremo d’ostacolo, elimineranno l’uomo». Il grande Stephen Hawking scrisse tempo fa che questo sarebbe «il più grande evento nella storia dell’uomo, ma sfortunatamente anche l’ultimo». Non serve augurare che crepi l’astrologo. Chi teme l’evento stia tranquillo: un cervello senz’anima non è un cervello.
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