domenica 8 giugno 2014
«Così ho infranto il monopolio di Dio». Il «biologo d'assalto» Craig Venter racconta in un libro come ha “creato” il primo organismo vivente artificiale. La notizia, anche se data in questi termini dalla Stampa (lunedì 2) non è nuova, ma colpisce lo stesso. La rivista scientifica Science aveva dato la notizia nel 2010, in termini assai prudenti: «Creazione di una cellula batterica regolata da un genoma di sintesi». Poi, leggendo tutto l'articolo, si trovavano le vere dimensioni del fatto: «Quella di Venter non era ancora autentica vita artificiale. Era un genoma di sintesi inserito in un microbo preesistente». Dunque, al massimo, una nuova specie di microrganismi, che – salvo errore – non mi pare che si sappia se è in grado oppure no di riprodursi, cosa essenziale per un essere vivente. Adesso in California hanno «aggiunto due “lettere” alle quattro del Dna di un microbo Escherichia coli», che è diventato così un «microbo griffato». Ad ogni modo il Creatore ha fatto e fa le cose molto più complicate e in dimensioni non di un esemplare o di qualche lettera, ma di specie viventi e di mondi quasi infiniti. Lo affermava già, circa tremila anni fa, persino il primo capitolo della Bibbia, anche se Science non ne ha dato mai notizia.DIRITTI FUGACIPer annunciare il ventesimo “Gay pride” (la carovana dell'orgoglio omosessuale) l'Unità lanciava (mercoledì 4) lo slogan un po' minaccioso della manifestazione rivolto esplicitamente al Parlamento: «Adesso fuori i diritti». I quali dovrebbero basarsi sul semplice dato non tanto della condizione omosessuale quanto, invece, dell'«innamoramento». Scrive il giornale: «Anche il termine “comportamento omosessuale” è riduttivo, può indicare una pratica eccezionale o un incontro sporadico e non ha nulla a che vedere con l'orientamento. Soltanto quando ci innamoriamo, quando siamo presi e coinvolti per una persona del nostro sesso possiamo dire di essere omosessuali». Dunque una motivazione basata non su una precisa condizione della persona, ma unicamente su un suo stato temporaneo, spesso di breve durata e, soprattutto, non verificabile fisicamente né, tanto meno, giuridicamente. Anche Repubblica indirettamente conferma l'incertezza e la fugacità: «Da qualche decennio i caratteri dei due sessi sono sempre meno opposti e si avvicinano lentamente. O si scambiano […] Un nuovo genere sessuale intermedio tra il maschile e il femminile ottiene un'identità giuridica: prima la Germania, poi l'Australia e di recente l'India hanno riconosciuto l'“intersessualità”, l'indicazione di un “terzo sesso”». Gli incerti diritti fugaci.UNO DI NOICon un allegato di 96 pagine tutto dedicato a Enrico Berlinguer l'Unità ha celebrato (martedì 3) i 90 anni dalla sua fondazione. Il grande inserto era stato pubblicizzato per molti giorni sotto lo slogan «Uno di noi», doppiamente giustificato, perché anche il leader del Pci, prima di nascere, era stato, come tutti, un embrione. Stranamente, però, questo appellativo non è comparso in nessuna delle pagine del supplemento, mentre è riemerso sull'Unità il giorno successivo in una pagina di pubblicità delle copie «ancora in edicola». Un dubbio o una censura su quell'“uno di noi”? ANIME GEMELLECi sono, a volte, notizie capaci di cambiare la storia. Una è apparsa su Il Giornale (domenica 1) con, al centro della prima pagina, una grande foto dei protagonisti. Eccola: «Dudù ha trovato una fidanzatina. Si allarga la famiglia di Arcore: arriva Dudina, la nuova cagnetta di casa». Sotto la foto dei nuovi personaggi una didascalia spiegava: «Anime gemelle: Francesca Pascale con Dudù e Dudina».
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