sabato 23 aprile 2016
L'«Inaspettato» finalmente arriva. Così "Il Foglio" (21/4, p. 2) per un saggio dello storico Loris Zanatta sul "Mulino". Ma se «inaspettato» perché «finalmente»? Perché dopo 3 anni, e «detto da sinistra", fin nel titolo si critica «Francesco, pastore del pueblo con tic peronisti"». Già! Pareva moda ormai dismessa, quella del "peronismo" appiccicato al pensiero di questo Papa dopo le prime (amare, per qualcuno) sorprese delle sue parole: "popolo", "poveri", "no" all'individualismo, al profitto come giustificativo di ogni economia e tanta critica al liberalismo sregolato che protegge i ricchi e spinge i poveri a rassegnarsi. Bella soddisfazione sul "Foglio" che cita Lenin, che Francesco pare «ricalcare» giacché «istituisce un nesso tra capitalismo e guerra» e via incollando sul pensiero del Papa argentino la cura del «pueblo», concetto centrale nel «ponderoso» saggio di Zanatta sul "Mulino". Dunque elogi a colui che ha scoperto l'arcano che spiega tutto. Dopo il suo scritto, si gongola, sarebbe «difficile oggi replicare» a chi «lungamente e abilmente» risponde «netto sì»: "il Papa è peronista"! Seguono "ragioni" aggiuntive. Che dire? A parte il «ricalco» – e di Lenin! – forse nel caso qualche equivoco è anche su quel termine: «pueblo». Possibile che il professor Zanatta, giacché altri nel fraintendere Francesco sono abituati, non ricordi anche – anche! – che nella tradizione biblica il termine "Popolo", ricorre circa 350 volte – p. es. «Popolo mio, cosa ti ho mai fatto?» (Mich. 6,3)? E anche che nel linguaggio della Chiesa, soprattutto dopo il Vaticano II – e già: c'è stato anche quel Concilio! – ha soprattutto un altro senso, quello del «Popolo di Dio», che è la Chiesa, che a sua volta pare avere qualche relazione con il vescovo di Roma, successore di Pietro, che oggi è Francesco? Possibile... ma proprio inaspettato!
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI