Legalità? Botta e risposta insistenti E torna in mente «Io Tarzan, tu Cita!»
giovedì 24 gennaio 2019
"La Verità" di ieri (p.2) assicura in un titolo: «Anche i nostri nonni sono stati emigranti. Ma nella legalità che oggi viene calpestata». Ovvio per Riccardo Ruggeri il richiamo storico agli anni dell'emigrazione italiana tra il XIX e XX secolo soprattutto in America, singolare però il riferimento a quella «legalità». Domanda: mai sentito parlare di Francesca Cabrini, oggi Santa, missionaria capace di contestare quelle leggi disumane, che si oppose con i fatti proprio a certe «legalità» in nome di Dio e dell'uomo? Mai pensato alla vicenda di Sacco e Vanzetti, altra faccia di quelle «legalità»? Mai ovviamente sentito don Luigi Di Liegro raccontare i drammi di lacrime e miseria subiti da tanti, e tra essi da suo padre emigrato per sfamare la famiglia, e per ben sette volte respinto allo sbarco nei porti americani! O basta che siano decretate norme in Italia e tutto diventa giusto? Anche le "leggi razziali" del 1938? Forse certe sicurezze andrebbero vagliate...
E qui, ne chiedo licenza, la lettura dei giornali non solo di ieri mi porterebbe a un singolare accostamento. Leggo, prime pagine e molto altro tra quotidiani e settimanali, una serie perlomeno di disarmonie, se non proprio di contrasti nel palazzo dell'attuale potere italiano. «Di Maio arruola Banfi: non si capisce dei due chi sia davvero il comico» ("Giornale", 22/1, p.1), «Di Maio nomina Banfi all'Unesco: fa ridere...» ("Il Tempo", p. 1). E ancora, su "Panorama" una sterminata intervista a Salvini, 9 pagine di dialettica anche polemica con i 5stelle, ma con titolone mirato su Chiesa e dintorni: «Per un cardinale contro di me, ho dieci parroci a favore»! Due dialettiche in competizione, e di qui un'evocazione. Per età ricordo film con questo dialogo: «Io Tarzan, tu Cita!». In due, diversi e anche opposti in tante cose, ma con la necessità di ribadire chi ha in mano il comando. Durerà?
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