Le note degli anziani e la melodia del futuro
sabato 23 gennaio 2021
Come è difficile oggi raccontare qualcosa di interessante e nello stesso tempo di piacevole quando il mondo assiste giorno per giorno alla morte di una umanità che avrebbe desiderato e atteso ancora degli anni prima di lasciare in questo modo veloce e impreparato la vita. I giovani che chiedono siano aperte le scuole perché hanno necessità di dare un senso alle loro giornate quali saranno le strade che un futuro ancora non certo offrirà loro? Nel giudicarli non possiamo ricordare il tempo dei nostri studi che promettevano strade diverse, ma chiare e possibili. Oggi l'orizzonte è pieno di incognite, di sogni possibili, ma difficili da seguire. Il mondo, cioè la nostra terra, è diventata troppo piccola per i loro sogni che guardano all'universo. Forse noi non sappiamo aiutarli su questa strada ma almeno potremo fortificarne l'animo e l'intelligenza, la volontà, arricchirne la speranza e la gioia profonda delle nuove scoperte non solo delle cose che ci circondano, ma di quella profonda capacità della volontà umana di non fermarsi mai. Splendido sarebbe riuscire anche a una età avanzata poter essere di aiuto, di collaborazione, di intuizioni nuove, in una visione comune di un futuro da condividere. Solo intelligenze particolari in tarda età possono non solo indicare, ma ispirare soluzioni nuove per un mondo che non sarà più loro perché troppo lontano nel tempo. A volte si può provare una gran pena nel rendersi conto che il nostro tempo è passato non solo per le difficoltà manuali o di movimento, ma perché la nostra intelligenza non trova più posto libero sulla via dell'invenzione, della capacità di superare momenti di stanchezza intellettuale, di aver perduto, anche solo per poco, quel desiderio di raggiungere l'orizzonte che avevamo sognato. L'età corre troppo veloce rispetto a ciò che il nostro animo aveva promesso, così quando si accorge che non c'è più tempo né capacità si chiude in se stesso e tace. Ma siamo fatti anche per l'alta età, quando ai più giovani sembriamo inutili e forse incapaci di produrre vita, mentre e solo il pensiero nato in parte nella solitudine ha sempre un valore che troverà anni dopo il suo luogo e la sua utilità. A che cosa servirebbe studiare la storia se anche i nostri giorni non ne facessero già parte ricchi dei nostri pensieri, del lavoro, dei sogni che ci hanno costruito la vita? Forse oggi il nostro canto ha una melodia antica, ma è ricco di note che sempre formeranno le grida dell'uomo. E la gioventù di oggi su di esse formerà quel futuro che la nostra terra aspetta, desidera e vuole.
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