Le domande dei giovani negli occhi di noi adulti
sabato 12 settembre 2020
Abitiamo una terra ammalata? È la prima volta dalla creazione del mondo che ci accorgiamo quanto siamo tutti simili, deboli, pronti al dolore e alle lacrime. Prima ognuno immaginava di sopportare le proprie pene nell'anima e nel corpo forse con l'aiuto di una fede, dei parenti o di qualche amico, ora il dolore che non ha ancora nome certo sembra giocare con noi: a qualcuno ridona la vita, ad altri toglie l'ultimo respiro senza spiegarne la ragione. La medicina ogni tanto sembra fare dei miracoli quando improvvisamente ridona la vita a chi credeva di goderla solo ancora per un giorno. Eravamo abituati a sopportare malattie che avevano un loro tempo e una ormai nota fine e la medicina lavorava senza sosta per vincere, rimediare, rendere meno dolorosa ogni cosa. Eppure dobbiamo vincere questa battaglia a meno dì non essere costretti ad assistere alla fine di questa terra come ci lascia intendere parte della Bibbia. In realtà i ghiacciai si sciolgono, le acque perdono direzione, l'inverno non è più così freddo come un tempo. Le nostre montagne stanno perdendo il loro fascino invernale quando la neve non copriva piu le cime e quel duro freddo che rendeva ogni sentiero difficile da superare, ma dava alla fine la vittoria nelle tue mani. E le nostre ultime vacanze al mare, appena lasciate erano talmente dolci quando le onde giocavano con noi che ci rende difficile tornare sui banchi di scuola, sulla scrivania dell'ufficio, come nella fabbrica dove il lavoro è spesso ripetitivo senza necessità di fantasia personale. A volte viene da pensare che il “destino” voglia darci una così enorme lezione per farci comprendere che le guerre che continuiamo a combattere fra noi vanno eliminate, che l'invidia e l'odio tra i popoli non hanno senso e che ogni cosa della terra appartiene a tutti. Siamo arrivati al punto che ci sia bisogno di una pandemia? Non sentiamo altro che il dolore che ci dà la perdita dei nostri cari, degli amici, forse anche solo degli interessi? Abbiamo davvero bisogno di un castigo così grande che colpisce tutta l'umanità per ritrovare la strada della pace, della collaborazione, della misericordia? Eppure in un periodo così doloroso per una grande parte della nostra terra ci sono in vita ancora delle guerre di preda, di vanità, di conquista. Avremo mai un lungo periodo di pace dove l'invidia, la violenza, la vanità lasceranno in pace la nostra anima? E cosa si insegnerà ai nostri figli sui banchi nuovi quando rientrati a casa troveranno i giornali colmi di notizie negative che sarà difficile spiegare? Ci sarà allora da raccontare cose difficili, sacrifici fatti con il sorriso dalle giovani infermiere davanti ai letti degli ammalati che vedono la speranza nei loro occhi anche se non è sempre la verità.
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