Laici? Talora in bici contro il muro
sabato 5 gennaio 2008
Piccole follie: patetiche e innocenti o imperdonabilmente autolesioniste. Una volta trovai questa frase nel tema di un ragazzo: «Correvo veloce in bici, ma a un certo punto mi è venuto addosso un muro». Un sorriso e via" Beh! Talora in pagina è peggio. Certe manie ideologiche, in nome di modernità e progresso auto incorporati, vanno a sbattere contro il vetro duro della realtà, come le mosche che vogliono uscire dalla finestra chiusa. Ieri su "Repubblica" (p. 2) Alessandra Longo " rubrica "Belpaese" " deride la notizia che una cittadina in provincia di Varese, sul cui nome ironizza pesante, su proposta del sindaco «si è affidata alla protezione della Madonna». Dall'alto del suo colonnino a piè pagina, lei ride, perché il paese è retto «da una lista civica di centro sinistra» e " fantasia laica superiore " prosegue scrivendo che certamente presto in «uno dei due castelli medievali» del luogo ci sarà «il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Binetti». Bello, e ad effetto! Ma con un particolare: la proposta del sindaco, aggiunge Longo, «è stata votata all'unanimità»! Già" Capita che le menti lucide, laiche e moderne, che si sono per fortuna liberate dai fumi oscuri della religiosità paesana e medievale, credano di volare libere verso la luce dei "lumi", del progresso, della modernità, ma continuino a sbattere contro il vetro, trasparente ma duro, della realtà di quel paese, e del "Belpaese". In corsa veloce sulla bici del progresso daranno la colpa dei loro fallimenti al solito muro: che improvvisamente è andato loro addosso.
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