La vita, come un romanzo, di Maria Malibran
mercoledì 29 giugno 2022
Giorgio Leonardi tiene a precisare che il suo Maria Malibran. Vita straordinaria di una diva (Le Lettere, pagine 216, euro 18) non è un romanzo: «È una storia vera in ogni sua parte. In queste pagine c'è la vita fedele, autentica e straordinaria di Maria Felicia Malibran, nata nel 1808 e morta nel 1836, raccontata seguendo le cronache del tempo, le lettere private, i resoconti dell'epoca». Ne viene una narrazione asciutta, a tratti quasi notarile. Maria Malibran era figlia di Manuel García, irruente tenore, e compositore, e di Joaquina Sitchez. Il cognome Malibran le viene dal matrimonio con Eugène Malibran, un elegante e mondano sedicente uomo d'affari, avvenuto nel 1826: lei non ancora diciottenne, lui con ventisette anni di più. La ragazza si innamorò dei modi signorili di quell'uomo che le dava la possibilità di affrancarsi dal dispotismo di un padre che l'aveva terrorizzata con violenza per plasmare il dono di quella voce che fin da adolescente le consentì di calcare le scene. Basti ricordare che in una rappresentazione di Otello, lei Desdemona, lui il Moro, il padre la minacciò di usare un coltello vero sulla scena per ucciderla se avesse sbagliato una nota. Ben presto, però, Maria si accorse che Eugène mirava al suo patrimonio, immediatamente cospicuo per i favolosi ingaggi; se ne liberò tre anni dopo e definitivamente nel 1835 divorziando per sposare Charles Auguste de Bériot, violinista e compositore di fama, dal quale nel 1833 aveva avuto un figlio. Non ci sono, evidentemente, registrazioni vocali della Malibran, ma parecchi musicologhi e biografi (non Leonardi) fanno paragoni tra le due Marie, Malibran e Callas. In effetti, elementi comuni ci sono: infanzia difficile (per Callas, fortunatamente, non così crudele), successo vertiginoso, repertorio analogo: Malibran insuperata interprete rossiniana (Semiramide, Il Barbiere di Siviglia), poi belliniana con Norma, La Sonnambula, Il Pirata, ruoli sui quali Callas ha lasciato indelebile impronta. Entrambe, per ragioni diverse, ebbero carriera artistica breve, d'una decina d'anni, ed entrambe furono star di mondanità. Ebbero rivali: Malibran dovette vedersela con l'algida teutonicità di Henriette Sontag; Callas era contrapposta, in teatro e soprattutto sui giornali, alla dolce Renata Tebaldi. Sia Malibran, sia Callas, oltre alle eccezionali doti vocali, avevano presenza scenica da grandi attrici. Anche le disavventure matrimoniali avvicinano le due Marie, l'una alle prese con l'avidità di Eugène, l'altra che si lasciò usare da Onassis per entrare nell'alta società che l'aveva sempre tenuto a distanza con diffidenza. Maria Malibran morì a Manchester il 23 settembre 1836 per le conseguenze di una caduta da cavallo: era infatti un'ottima cavallerizza, ma un destriero troppo focoso non rispose ai comandi di un'amazzone esperta e altrettanto focosa. Inspiegabile il comportamento di Charles de Bériot che non partecipò alle esequie della moglie. Il libro di Giorgio Leonardi non è un romanzo, ma offre tutti gli elementi perché il lettore il romanzo se lo costruisca da sé.
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