La terra e un futuro «solo insieme»
mercoledì 31 agosto 2022
Lino Maga o Maga Lino, come si faceva chiamare lui, vignaiolo in Broni, nell'Oltrepò Pavese, era nato il 24 di agosto del 1931. Si è spento la notte di Capodanno, come quei signori delle nostre campagne che se ne vanno in silenzio, per non disturbare, grato di una vita ricca di soddisfazioni.
Un anno fa eravamo in tanti nella sua cantina per festeggiare i suoi 90 anni e guardando le foto di quel tavolo reale con quell'omino al centro fra produttori celebri della sua terra, si capisce meglio quello che seminano le persone buone, nate in una terra buona.
A fine luglio i vigneti e le cantine dell'Oltrepò sono stati travolti da una furia d'acqua che ha reso inagibile la cantina della famiglia Giorgi a Canneto Pavese e, alle soglie della vendemmia, Fabiano Giorgi era in difficoltà perché non sapeva dove vinificare il raccolto di quest'anno. In suo aiuto sono arrivati 5 colleghi, che hanno messo a disposizione macchinari e cisterne, rinunciando a una parte di vinificazione propria.
E Fabiano, ai microfoni del telegiornale, ha detto sorpreso e commosso: «Mi aspettavo solidarietà per l'ottimo rapporto, ma non fino a questo punto». Gli ha risposto Ottavia Vistarino dicendo che oggi c'è la convinzione che si possa crescere solo insieme. E sono finiti i tempi dove c'era sospetto fra un produttore e l'altro perché il vicino necessariamente era un concorrente.
La vendemmia in corso, che porterà sulle bottiglie il millesimo 2022, sta pagando lo scotto della siccità, come nel 2003 o come nel 2017, mentre la situazione internazionale ha messo in crisi la fornitura di vetro ma anche la CO2 alimentare per i vini frizzanti, oltre a un aumento dei costi dell'energia che tocca anche il mondo del vino.
Ci si chiede come si uscirà da questa situazione, dove i piccoli produttori restano i più penalizzati, in certi casi. «Si può crescere solo insieme», mi vien da rispondere, come se la frase di Ottavia fosse un mantra che riguarda non solo i comparti produttivi, ma la stessa politica che ha lasciato a casa un governo che nasceva da queste premesse e ora dovrà costruirne uno nuovo, su indicazione del voto fra tre settimane.
Il premier Draghi a Rimini ha detto che, a prescindere da ogni esito, ce la faremo, e se si guarda a quel mare di solidarietà che talvolta sorprende, c'è da crederci.
Le crisi hanno all'interno spesso quel germe che si chiama crescita, che tuttavia vivifica dentro un popolo di famiglie, lavoratori, imprese che non va mortificato dai litigi quotidiani che, al contrario, agitano lo spettro dell'instabilità.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI